Novara Pride, le mamme e i papà di figli gay scrivono a Canelli: "Incontriamoci"

L'appello dei genitori dell'Agedo, l'associazione di genitori, parenti e amici di persone Lgbt, che a maggio presenta un nuovo punto di ascolto in città

Foto di archivio

"Per noi il Pride non è una 'manifestazione folkloristica' negativa, ma una festa in cui tante persone Lgbt finalmente dichiarano alla società di esistere, di esserci".

Dopo il clamore suscitato dalla decisione del Comune di negare il patrocinio al Novara Pride, in programma il prossimo 26 maggio in città, le mamme e i papà dell'Agedo (l'associazione dei genitori, parenti e amici delle persone omosessuali, transessuali o altri orientamenti e identità) hanno scritto una lettera-appello al sindaco Alessandro Canelli, in cui chiedono un incontro al primo cittadino.

"Vede signor sindaco - scrivono i genitori dell'Agedo - per tanti anni e ancora oggi, gli omosessuali sono stati costretti a nascondersi, a non rendersi visibili. Nel periodo fascista, addirittura, venivano portati al confino perché non potevano stare nella società, venivano eliminati dal consesso civile. I nazisti poi arrivarono ad eliminarli fisicamente nei forni crematori. Oggi è tempo che il nascondimento e l’invisibilità finalmente abbiano a finire. È arrivato per noi il momento che i nostri figli vivano la loro vita e i loro affetti alla luce del sole. Questo per noi è il senso del Pride e, con questi pensieri nel cuore, ci saremo con le nostre bandiere assieme ai nostri ragazzi".

"Lei scrive che il Pride 'non serve a rilanciare il tema della tutela dei diritti' - si legge ancora nella lettera - Scrive anche che 'tutti hanno il diritto di manifestare, infatti lo faranno liberamente, allo stesso modo però l'amministrazione comunale ha il diritto di non sposare una causa che non condivide'. Noi non capiamo la Sua posizione ma ne prendiamo atto; contemporaneamente, però, e accoratamente Le chiediamo, per la posizione che Lei ricopre, di aiutarci affinché si possa affermare la tutela dei diritti che in parte ancora oggi sono negati ai nostri ragazzi. Signor sindaco, perché non cominciamo a incontrarci come uomini di buona volontà per fare assieme quanta più strada è possibile a favore di quella tutela dei diritti che Lei stesso ha citato?".

L'invito al primo cittadino novarese è per sabato 5 maggio, alle 20,30 alla Barriera Albertina, quando la sezione torinese di Agedo aprirà ufficialmente un nuovo sportello, un punto di ascolto, proprio nella città di Novara, per aiutare quei genitori che nel momomento in cui vengono a conoscenza dell'omosessualità o della transessualità dei loro figli entrano in crisi.

Agedo si occupa dal 1992 di aiutare genitori e figli a vivere in modo sereno e consapevole l'omosessualità in famiglia e all'esterno, coinvolgendo scuole e istituzioni del territorio.



 

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