Sant'Andrea, ecco il progetto per la nuova area verde

Presentato ai cittadini il progetto per il nuovo parco finanziato dalla Fondazione De Agostini

Il progetto

La Fondazione De Agostini, in collaborazione con il Comune di Novara, ha presentato oggi alle associazioni di zona e ai residenti del quartiere il progetto “Una piazza verde per Sant’Andrea”, che ha come obiettivo la riqualificazione di un’ampia superficie verde situata tra via Redi e via delle Rosette, nel quartiere di Sant’Andrea.

Finalità dell’iniziativa è restituire ai cittadini un’ampia “piazza verde”, oggi purtroppo non utilizzata, affinché sia vissuta con responsabilità dagli abitanti del quartiere, realizzando al suo interno spazi di socializzazione, di aggregazione e servizi che rispondano al meglio alle esigenze dei residenti. La prima parte dei lavori di bonifica sono già stati eseguiti: nelle prossime settimane i cittadini e le associazioni locali potranno partecipare a vari tavoli di lavoro per approfondire alcune soluzioni organizzative e condividere un piano di utilizzo sociale dell’area che veda tutti gli attori coinvolti nel
mantenimento futuro dello spazio verde.

”Da parte dell’amministrazione - ha detto il sindaco Alessando Canelli - l’impegno a favore dei quartieri periferici della città continua a essere prioritario e Sant’Andrea ne è un concreto esempio. 
Oggi, grazie all’accordo di partnership siglato con la Fondazione De Agostini e al generoso contributo di 305.000 euro, aggiungiamo un ulteriore tassello a quanto materialmente eseguito negli ultimi due anni, ma con un ulteriore obiettivo. Il progetto, infatti, è assolutamente innovativo nelle sue modalità perché rappresenta un investimento per il futuro: da questa piazza verde dovrà infatti prendere il via la rivitalizzazione dell’intero quartiere nel segno dell’inclusività sociale, dell’aggregazione e della partecipazione diretta dei cittadini".  

“Abbiamo deciso di sostenere interamente questo progetto – aggiunge Roberto Drago, Presidente della Fondazione De Agostini – non solo per testimoniare, ancora una volta, il profondo legame che ci unisce a Novara, ma anche perché siamo convinti che lo sviluppo della città non possa prescindere dalla riqualificazione delle periferie”.

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