Una vita di "Traguardi": la storia e i diari di Franco Uboldi diventano un libro

Antonio Del Gaudio, per Il Babi Editore, racconta la vita dello storico ciabattino di Arona, che una volta in pensione non si è più fermato e ha iniziato a partecipare a numerose imprese sportive, girando il mondo

Da sinistra: Antonio Del Gaudio, Franco Uboldi, Enrico Marone

Sarà presentato domenica 15 settembre ad Arona il libro esordio di Antonio Del Gaudio, edito da Il Babi Editore, che racconta le avventure e la vita di Franco Uboldi, storico ciabattino di Arona che ha girato il mondo grazie alla sua passione per lo sport.

Il volume si intitola "Traguardi" ed è una biografia romanzata, ispirata ai racconti e ai diari di viaggio di Uboldi, che una volta in pensione non si è più fermato e ha iniziato a partecipare a numerose imprese sportive, girando il mondo in sella alla sua biciletta o a bordo del suo kayak. Dal 1989 al 2016 ha collezionato quasi un centinaio di successi sportivi in diversi ambiti - dal ciclismo al nuoto, dal triathlon allo sci, dal kayak alla corsa - e ha visitato diversi Paesi e regioni in Europa e nel mondo, pagaiando fino a Venezia o pedalando fino a Berlino, Amsterdam e Barcellona, fino a correre la mezza maratona nella Death Valley negli Usa e la Maratona d'Africa in Senegal.

Una vita di "Traguardi" non solo sportivi, però, perchè tra le mete più importanti raggiunte c'è anche quella della cultura e dell'istruzione: dopo la pensione, e prima dei viaggi in giro per il mondo, sono infatti arrivate le lezioni private per tornare a studiare la lingua italiana, che gli hanno dato la possibilità di ricominciare a leggere e a scrivere.

Come è nata l'idea di questo libro?

E' stato un caso - spiega Enrico Marone de Il Babi Editore - un giorno Giancarlo Fantini (che per Il Babi Editore ha già pubblicato il volume "Erbe, arbusti, alberi per il corpo e lo spirito", ndr) mi ha contattato dicendomi che aveva incontrato Franco, il quale gli aveva lasciato dei diari di viaggi chiedendogli se se ne sarebbe potuto fare qualcosa. Ho trovato il materiale interessanti e ho contattato Antonio, a cui è piaciuta l'idea e ha aderito alla proposta. E' quindi iniziato un lavoro di riscrittura, documentazione e di stesura della parte romanzata che fa da collante tra i vari periodi raccontati nei diari di Franco.

E' il mio libro di esordio - racconta con emozione Antonio del Gaudio - e sono onorato di aver scritto questa storia speciale, perchè oltre a tutto quello che si dice di Franco come sportivo, è la sua vita, la sua storia personale, ad aver valore, a fare la differenza. Con la sua forza e la sua passione è riuscito a raggiungere tutti i suoi traguardi. La sua è una storia di riscatto, che ci insegna a non smettere mai di credere nei nostri sogni... un po' come ho fatto io, che a 37 anni sono riuscito a pubblicare il mio primo libro.

Chi è Franco Uboldi e quando ha iniziato a scrivere i suoi diari di viaggio?

Sono una persona semplice, come tante - racconta con modestia Franco Uboldi - ho sempre lavorato nel campo delle scarpe, cominciando come impiegato in una fabbrica a Parabiago e arrivando ad aprire il mio negozio ad Arona, dove mi ero trasferito dopo il matrimonio con mia moglie. Per 30 anni ho lavorato nel mio negozio, cercando però anche di ritagliarmi un po' di tempo per la mia grande passione, lo sport.

Ho cominciato a scrivere quando ho smesso di lavorare. Non avevo potuto studiare da giovane e arrivato all'età della pensione (54 anni, ndr) mi ero quasi dimenticato l'italiano. Così ho trovato una professoressa che mi aiutasse a recuperare e da allora ho cominciato a tenere diversi diari sui miei viaggi, non smettendo mai di studiare e di leggere. Ancora oggi, quando sento una parola che non conosco vado a consultare il dizionario per capirne il significato.

Qual è tra tutti quelli raccontati nel libro il "traguardo" che ricorda con più emozione?

Non ce n'è uno in particolare, di fatti e traguardi ce ne sono stati tanti. I ricordi che più mi emozionano sono quelli legati alle persone: come quando in Germania ho campeggiato in un parco insieme ad alcuni giovani all'apparenza poco raccomandabili o quando in Svizzera una bambina mi ha chiamato "Nonno Franco", o ancora quando ero in sella alla mia bici sulla strada tra Perpignan e Barcellona, dove c'erano oltre 40 gradi, e ho incontrato due poliziotti spagnoli che mi hanno offerto una bottiglia d'acqua.

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