Parte la vendemmia, Coldiretti: “Ottima annata, la qualità dei vini della zona e le esportazioni sono in costante aumento”

Buone le prospettive per la stagione vinicola

Con la prima settimana di settembre parte la vendemmia anche nelle nostre province. Le prime uve ad essere staccate saranno le bianche più precoci, come lo Chardonnay, seguite dall’Erbaluce. Rispetto all’annata 2018, che è stata ottima sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, si stima un calo fisiologico del 20%, ma che rientra nei range di produzione normali. Al momento il caldo non sta infastidendo le viti, piante che tollerano bene i climi caldi, sta solo rallentando leggermente la maturazione ma le piante non sono in sofferenza.

“Riguardo alla quantità prodotta, i nostri tecnici spiegano che nel 2018 le piante sono andate in leggero ‘stress’ per la grande produzione, e questa primavera la ripresa vegetativa è stata più lenta rispetto agli anni precedenti. – spiega Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara Vco – “Se avremo un settembre con un clima nella norma, l’uva di Nebbiolo, il principale prodotto delle nostre province, verrà raccolta a fine mese di settembre o a inizio ottobre. Si tratta di una data ‘tarda’ rispetto alle vendemmie degli anni scorsi, ma perfettamente in linea con il periodo in cui di norma viene vendemmiato il Nebbiolo. Poco prima sarà possibile vendemmiare le uve rosse più precoci come Vespolina, Uva Rara e Croatina. Questo vale per le produzioni in provincia di Novara ma anche nel Vco, dove però in genere i tempi della vendemmia sono leggermente posticipati di una settimana. Anche nelle valli ossolane il prodotto di punta è una tipologia di Nebbiolo, particolare della zona, il Prünent”.

Il nebbiolo è il prodotto di punta della vitivinicultura del nord Piemonte, e i viticoltori “guardano sempre al cielo” e se le condizioni climatiche lo consentono (con piogge limitate e buona escursione termica tra giorno e notte) cercano di lasciare le uve su pianta il più a lungo possibile, al fine di portare la maturazione ad un livello di equilibrio ottimale per tutte le componenti dell’acino.

“Novarese e Vco contano almeno 200 aziende vitivinicole, con circa 600 ettari di terreno coltivato a vite. Aziende che hanno sempre maggior attenzione alla qualità, nettamente aumentata negli ultimi 10 anni, e sta crescendo anche nelle nostre province il trend dell’export. Recenti dati divulgati dalla Camera di Commercio di Novara hanno stimato che tra il 40 e il 50% della produzione di vino del novarese e del Vco viene esportato, soprattutto i Nebbioli. Destinazione soprattutto Paesi scandinavi, Germania, Stati Uniti e Canada” – Spiega ancora Sara Baudo. “Stiamo seguendo la crescita che ha avuto tutta la regione: il vino piemontese è cresciuto proprio scommettendo sulla sua identità con una decisa svolta verso la qualità che ha permesso di conquistare anche i palati stranieri. Grazie ai suoi alti standard qualitativi, infatti, continua ad essere particolarmente richiesto all’estero”.

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