Inizia il processo per il ricercatore novarese in Iran

Ahmadreza Djalali è in carcere da aprile 2016 a Teheran con l'accusa di essere una spia

Ahmadreza Djalali

Non sono servite alla scarcerazione di Ahmadreza Djalali le quasi 230mila firme raccolte, gli appelli e gli scioperi della fame.

Il ricercatore iraniano di 46 anni ha lavorato per quattro anni all'Università del Piemonte Orientale di Novara come ricercatore capo del Crimedim, il Centro di ricerca in medicina di emergenza e delle catastrofi. Da aprile del 2016 si trova in una prigione a Teheran con l'accusa di essere una spia: per mesi non aveva saputo quale fosse la sua accusa, fino a che proprio dall'Upo di Novara non era partito l'appello per la sua liberazione. In questi giorni è inziato il processo a suo carico: Djalali è comparso davanti ai giudici. L'esito del processo è ancora incerto. 

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Commenti (1)

  • ma questi ricercatori non possono evitare di andare in certi posti ? poi ci rompono la testa con menate a non finire .una altra menata alla regeni ????

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