L'accoltellatore di viale Bligny a Milano era appena uscito dal carcere di Novara

L'uomo ha compiuto una vera e propria spedizione punitiva. Feriti la portinaia del palazzo e un uomo, che è in gravi condizioni

Il carcere di Novara

Era appena uscito dal carcere di Novara l'uomo che domenica ha accoltellato due persone, seminando il panico in un condominio di Milano. E proprio dal carcere di via Sforzesca aveva scritto le lettere di minaccia verso il 52enne che poi ha colpito, ritenendolo responsabile del suo arresto. 

L'uomo di 37 anni, cittadino egiziano, si trovava nella casa circondariale novarese fino a venerdì mattina, quando è stato scarcerato per aver scontato la sua condanna. Alle 11 in punto di domenica mattina l'aggressore, stando a quanto finora ricostruito dai militari, ha fatto irruzione in un condominio di via Bligny, a Milano, - un palazzo che da tempo fa i conti con degrado e droga - e ha accoltellato dietro all'orecchio una donna di settantuno anni, l'ex portinaia dello stabile. Poi, ancora con la lama in pugno, è entrato in un appartamento al primo piano - la casa di un egiziano 52enne - e lo ha colpito con tre fendenti, due al torace e uno alla coscia. 

Aggressore in fuga in un negozio

Dopo le coltellate, il 37enne è fuggito, ma è stato bloccato un'ora dopo in piazzale Corvetto. I carabinieri, che lo hanno riconosciuto grazie alle descrizioni fornite da vittime e testimoni, lo hanno fermato all'interno dell'Upim dove stava cercando di nascondersi. 

La portinaia, ferita lievemente, è stata medicata sul posto e non ha avuto bisogno del trasporto in ospedale. Il 52enne, addetto alle pulizie di una cooperativa e anche lui già noto alla giustizia per spaccio, è finito invece in condizioni gravi al Policlinico di Milano, dove è stato operato. L'uomo, comunque, non dovrebbe essere in pericolo di vita.

Le lettere di minaccia dal carcere

L'aggressore, uscito dal carcere di Novara venerdì dopo una condanna per droga, è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio e lesioni personali.

Proprio dalla sua cella, secondo quanto accertato dai carabinieri, più volte l'uomo aveva indirizzato lettere minacciose al suo rivale, con cui in passato aveva già discusso per questioni legate alla droga. Durante una di quelle liti, nel 2014, lo stesso 37enne era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. 

Nelle lettere - consegnate domenica mattina ai militari dalla compagna della vittima, una donna ecuadoriana -, l'aggressore accusava i due di essere responsabili del suo arresto. Così, una volta tornato libero, è andato a vendicarsi. 

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