Operazione antidroga a Grignasco: perquisizioni e arresti per spaccio

Stroncato dai carabinieri di Arona un mercato della droga nella bassa Valsesia

Foto di repertorio

Quattro persone arrestate per spaccio (di cui due finite in carcere) e decine di perquisizioni. Sono questi i numeri dell'operazione "Valle sola" eseguita dai carabinieri di Arona, che hanno stroncato un fiorente mercato della droga nella bassa Valsesia.

All'alba di oggi, lunedì 9 settembre, i militari dell'Arma sono intervenuti a Grignasco, dove hanno dato esecuzione a: due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 30enne, L.D., e un 27enne, C.A, entrambi residenti a Grignasco e già noti alle forze dell'ordine; un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per un altro 27enne, H.K., anche lui grignaschese e già noto alle forze dell'ordine; un'ordinanza con cui si sottopone alla misura dell'obbligo di firma un 23enne, I.M., di origine ucraine e residente a Grignasco; dieci ordinanza di perquisizione locale e personale. I quattro giovani coinvolti sono indagati per spaccio di sostanze stupefacenti.

L'operazione "Valle sola"

L'operazione è stata eseguita al termine di una serie di indagini condotte dai carabinieri di Arona negli ultimi mesi. I ragazzi arrestati, infatti, con la collaborazione degli altri indagati destinatari di misure alternative e dei decreti di perquisizione, avevano in mano la gestione di un fiorente mercato della droga (principalmente cocaina e marijuana, in misura minore hashish) nel comune di Grignasco e nelle zone limitrofe.

La vendita della droga avveniva a seguito di contatto diretto con l'acquirente, con il quale veniva concordata la località per lo "scambio", ma spesso l'attività di spaccio si verificava anche a casa degli arrestati o presso le abitazioni dei loro "cavalli".

"Gli indagati, d’altronde - commentano i carabinieri - avevano acquisito una certa disinvoltura nell’operare, ritenendo di avere un pieno controllo del territorio grazie alla rete di conoscenze in loro possesso e alla capacità intimidatoria che presumevano di poter vantare nella zona".

Secondo quanto ricostruito dai militari, infatti, uno degli indagati avrebbe confidato, nel corso di una telefonata intercettata, di ricorrere anche all’uso di un drone per monitorare l’eventuale arrivo di pattuglie dei carabinieri, mentre un altro avrebbe invece continuato a spacciare dalla propria abitazione, dove era sottoposto agli arresti domiciliari, accordandosi di volta in volta con l’acquirente di turno per la
consumazione di alcune "birre" presso casa sua. Quest’ultimo, inoltre, durante la perquisizione domiciliare, eseguita anche con l’ausilio dell’unità cinofila della polizia locale di Trecate, è stato trovato in possesso di circa 900 grammi di marijuana.

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