Omicidio del piccolo Leonardo, l'ultimo saluto di Novara: "Leo ha trovato miseria e violenza umana"

Palloncini lanciati nel cielo e una folla ai funerali di Leonardo Deini Russo

Il funerale di Leonardo

Una folla immensa, tanta commozione e tanto sgomento ai funerali del piccolo Leonardo Deini Russo, il bimbo di soli 20 mesi ucciso giovedì 23 maggio.

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"Leo ha trovato miseria e violenza umana"

"Siamo qui attoniti, feriti e con nel cuore un dolore indicibile di fronte alla terribile tragedia che si è abbattuta sul piccolo Leonardo - ha detto il vescono Franco Giulio Brambilla durante le esequie - Una vita appena sbocciata, indifesa, bussava alla porta del mondo per avere una casa e invece ha trovato miseria e violenza umana. Ci uniamo con le lacrime, l’amore e la preghiera, invocando la pietà umana e la misericordia di Dio su chi non ha saputo accogliere il sorriso e la gioia di un bimbo che chiedeva soltanto di vivere. Tutta la città di Novara si stringe con un unico cordone d’affetto quasi per arginare l’onda di male che ci trafigge il cuore e sembra minacciare ciascuno di noi, lasciandoci nella paura e nello sconforto".

La fiaccolata e il lutto cittadino

Durante il funerale, iniziato alle 14 di martedì 28 maggio in Duomo, quasi tutti i negozi del centro storico hanno osservato il lutto cittadino, abbassando le serrande. Nella serata di lunedì 27 invece si è svolta la fiaccolata, durante la quale ci sono stati attimi di tensione con la famiglia della madre di Leonardo, Gaia Deini Russo, che attualmente è indagata per omicidio volontario pluriaggravato insieme al compano, Nicolas Musi.

Le parole della nonna: "Se avessi saputo non ti avrei mai lasciato"

"Invochiamo la pietà umana"

Durante l'omelia il vescovo ha invocato "la pietà umana e la misericordia di Dio su chi non ha saputo accogliere il sorriso e la gioia di un bimbo", riferendosi agli insulti che si sono riversati in questi giorni nei confronti della madre e del compagno, tanto che i loro profili Facebook sono stati chiusi. Decine, centinaia di persone infatti hanno scritto tramite i social messaggi ai due e ad altri familiari.

"Quello che questa tragedia ci chiede - ha detto il vescovo Brambilla - è di guardarci nel nostro cuore, di non urlare solo la nostra rabbia, ma di guarirla con la tenerezza della pietà e della misericordia. Il piccolo Leonardo ci dice: custodite i bambini. Il male si annida nel nostro cuore, non è solo nei nostri gesti, ma ha radici profonde nella aggressività e nella violenza, nella rigidità e nella pretesa delle nostre relazioni, nella possessività e nella avidità dei modelli di vita".

Il video del fermo della madre e del compagno

Le indagini e le accuse

"Non ha alzato io le mani su Leonardo" avrebbe detto Gaia Deini Russo, la 22enne, incinta di 5 mesi, durante l'interrogatorio con il gip Raffaella Zappatini. La madre avrebbe detto di non essere stata lei a picchiare il figlio di 20 mesi, morto a causa delle violente percosse subite. Non avrebbe però nemmeno accusato apertamente il suo compagno, Nicolas Musi, 23 anni. Musi, che si trova nel carcere di Novara dalla serata di venerdì 24, ha continuato ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Le misure cautelari, lui in carcere e lei ai domiciliari in una struttura protetta, dato che è in gravidanza, sono state convalidate. 

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