In tempo di crisi, in mensa si tagliano anche i detersivi...

Eccovi il rimedio low cost per lavare le stoviglie in ospedale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

La normativa vigente dice che tutte le strutture destinate alla produzione di pasti per la ristorazione collettiva devono possedere i requisiti previsti in materia di igiene degli alimenti. Si presume che questo sia anche il presupposto della mensa aziendale dell'AOU Maggiore della Carità, oggi appaltata alla Compass Group Italia S.p.A. La pulizia e l’igienizzazione in questo settore ha precisi vincoli rispetto ai tempi di esecuzione, agli standard di pulizia previsti, ma anche alle soluzioni detergenti polivalenti da usare. Ad esempio è previsto il disinfettante battericida, ma anche lo sgrassante, il detergente per il lavaggio manuale delle stoviglie e quello liquido per lavastoviglie. Ma sembra, forse perché in tempo di crisi e per via del dilagante consumo dei detergenti (oggi una vera moda!), che i responsabili locali della Compass Group abbiano deciso di non far usare più i dosatori dei detersivi e di ricorrere alla spicciola scodella in plastica per preparare ad ogni turno lo stretto necessario per la pulizia e l’igiene di stoviglie e pavimenti. Opportunamente diluito con una concentrazione che varia da “un tant al toc” al “a occhio”, goccia più goccia meno. Alla faccia degli standard di riferimento!!! Con i lucchetti ai detersivi sarà dura poter lavare bene! La situazione di precarietà igieniche della mensa ospedaliera inizia a turbare la FSI – USAE che dopo aver appurato la presenza di blatte, debitamente e opportunamente segnalate agli organi preposti, scopre che ad essere carenti sono anche i mezzi con cui i lavoratori della mensa devono garantire le condizioni previste per la produzione dei pasti. Fra poco carente saranno anche le derrate alimentari? Per i pazienti o per i dipendenti? Al massimo questi ultimi andranno a servirsi del pasto al Bar che negli ultimi mesi ha visto incrementare il numero dei pasti a discapito di quelli consumati in mensa. Il momento più bello della mensa? La desolazione del turno serale. Una tristezza infinita anche solo pensare di consumare il pasto in mensa. La mensa non è amara solo per i dipendenti ospedalieri, lo è anche per i pazienti e per gli stessi addetti mensa che da anni subiscono i soprusi dei responsabili locali e l’indifferenza di una dirigenza assente (da Milano manco si schioda a rispondere al telefono), e l’aggravante dei sindacati confederali che non li hanno mai tutelati. Perché, ci chiediamo noi?

Segretario Territoriale FSI – USAE Novara Giuseppa Maria Pace

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