Novara, fermati i due piromani che incendiarono auto e furgoni in corso Risorgimento

L'episodio risale allo scorso marzo. Dopo mesi di indagini la polizia ha denunciato due uomini

Per loro non è stata disposta alcuna misura cautelare, ma sono indagati per incendio doloso. Sono stati denunciati L.A. di 26 anni e A.C. di 27: i due sono considerati i responsabili dell'incendio di corso Risorgimento avvenuto intorno alle 22 del 2 marzo 2018. 

Il video dei piromani in azione e delle indagini della polizia

I due avevano incendiato quattro mezzi, due furgoni cassonati di proprietà di una società cooperativa addetta alle pulizie, una Bmw X1, questi tre tutti distrutti, e una Fiat 500 parzialmente danneggiata, di proprietà di condomini.

"L'indagine ha richiesto parecchio tempo, e siamo riusciti a ricostruirne l'intera dinamica un poco alla volta grazie a diversi indizi". Un'indagine alla "vecchia maniera", con numerosi accertamenti e anche un'intuizione di un operatore della squadra mobile.

La vicenda

Il 2 marzo 2018 in corso Risorgimento sono intervenuti vigili del fuoco, soccorso sanitario e gli equipaggi della polizia di Stato che hanno anche fatto evacuare due abitazioni per l'intensa coltre di fumo e le conseguenti esplosioni. Messa l'area in sicurezza, la squadra mobile ha dato il via alle investigazioni ed è emersa in pochissimo tempo la natura dolosa dell'evento. Tra i primi "indizi" infatti il fatto che i due mezzi, a gasolio e in sosta da almeno due giorni, con le basse temperature, non avrebbero potuto far scaturire un'autocombustione. 

E' emersa poi subito la questione lavorativa: c'era infatti una sitiazione di conflitto tra l'azienda cooperativa e un ex dipendente, A.C., a cui non era stato rinnovato il contratto a giugno 2018. L'uomo aveva già minacciato il datore di lavoro. Dalle analisi dei video delle telecamere, seppur non così nitidi, è stata confermata la natura dolosa dell'incendio e la presenza di due persone, a bordo di una Fiat Grande Punto, una delle quali aveva con sè una tanica di benzina. E in più coicidenti sono apparsi l'ora dell'incendio e l'arrivo della vettura. 

E' stata l'intuzione di un operatore della squadra mobile a dare una scossa in più alle indagini: l'operatore qualche giorno dopo ha visto proprio vicino alla questura un'auto simile a quella in video (aveva dei cerchi particolari) e appartenente a A. L., che aveva già precedenti penali ed era stato fermato proprio pochi giorni dopo per un tentativo di rapina. In seguito è stato identificato proprio l'ex dipendente dell'azienda con il figlio del proprietario del mezzo a bordo dell'auto. 

Tanti gli indizi che hanno reso possibile l'indagine, anche tramite i social, che hanno consentito così una riscotruzione dettagliata e fornito la conferma che i due si trovavano insieme.

Il quadro accusatorio è stato pienamento condiviso dalla procura di Novara e durante gli interrogatori i due non hanno potuto fare altro che confermare quanto accaduto e raccontare nei dettagli. 

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