Cyberbullismo, il disegno di legge da Novara alla Camera in primavera

La proposta di legge è nata grazie alla senatrice oleggese Elena Ferrara e al ricordo di Carolina Picchio, vittima del cyberbullismo a Novara nel 2013

Lo scorso 9 febbraio è stato il Safer Internet Day, il giorno della sicurezza in rete, che proseguirà con altri appuntamenti. Il cyberbullismo è un reato e può portare a conseguenza gravissime: tutti ricordano la giovanissima novarese Carolina Picchio, vittima di questo fenomeno nel gennaio del 2013. 

ora, a tre anni di distanza, cosa si sta facendo per contrastare davvero il cyberbullismo in Italia?

"Il prossimo 22 febbraio - spiega la senatrice novarese Elena Ferrara, una delle maggiori sostenitrice del disegno di legge contro il bullismo su internet  -  è stata fissata la scadenza dei termini per presentare gli emendamenti al testo nelle Commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali, nelle quali il provvedimento è attualmente al vaglio. Il ddl sarà quindi discusso nell’Aula della Camera in primavera e il testo di partenza sarà proprio quello approvato all’unanimità dal Senato, lo scorso 20 maggio. Se l’iter procederà senza intoppi, il Senato potrebbe votare il testo definitivo già entro la prossima estate. Un risultato atteso e che ho voluto condividere con tutta la comunità, digitale e non, che ne ha compreso lo spirito educativo, non repressivo, inclusivo e dalla parte dei ragazzi. Il loro applauso mi ha ripagato in un solo istante di tutto il lavoro avviato quasi tre anni fa in Commissione Diritti Umani. Un percorso che mi ha portato a partecipare ad una cinquantina di incontri su tutto il territorio nazionale, per ascoltare studenti, insegnanti e genitori, mentre da tutti i confronti con gli operatori del settore, dalle forze dell'ordine alle associazioni, dalle procure minorili alle autorità garanti, fino ai colossi del web Facebook, Google, Twitter, è sempre emersa la necessità di mettere a sistema una formazione continua partendo dalla scuola e di riorganizzare le tante attività educative in un unico centro".

"La partita è tutt'altro che chiusa, prosegue Ferrara - ma credo fortemente che il prossimo passaggio nell'zula di Montecitorio non sia figlio soltanto dell'allarme sociale generato da un fenomeno in costante aumento, ma anche dell'impegno e della perseveranza di chi opera tutti i giorni nell'interesse dei minori. E' il caso della polizia postale che, con la campagna educativa itinerante “Una Vita da Social”, ha toccato in questi anni centinaia di capoluoghi di provincia, ad eccezione della recente tappa di Oleggio, per ospitare studenti, docenti e famiglie sul truck multimediale informando sui rischi legati all'uso scorretto, o comunque inconsapevole, del web. Perché Il cyberbullismo è un reato, poiché è una condotta già assimilabile allo stalking, all'ingiuria, diffamazione, minacce. mentre in certi casi si possono configurare accuse anche più gravi".

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