Una folla commossa ha salutato per l'ultima volta Rita Fossaceca

Domenica in Duomo i funerali della dottoressa uccisa in Kenya. Il Vescovo: "In un tempo come il nostro dove l'angoscia ci circonda da ogni parte, il tuo gesto, Rita carissima, è un raggio di luce"

In un Duomo gremito, Novara ha dato il suo ultimo saluto a Rita Fossaceca, la dottoressa dell'ospedale Maggiore uccisa in Kenya sabato scorso durante una rapina. Famigliari, colleghi, amici, conoscenti o semplicemente novaresi che hanno voluto rendere omaggio al medico molisano di origine, ma novarese d'adozione. Tante anche le persone in piazza, che hanno voluto attendere l'arrivo della salma.

Il rito funebre è stato celebrato nel pomeriggio di oggi dal Vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla, con lui c'erano il Vescovo della Diocesi di Trivento, paese di origine della dottoressa Fossaceca, monsignor Domenico Angelo Scotti, il parroco della Parrocchia di San Giuseppe don Gianfermo Nicolini, i canonici del Duomo, il parroco dell'ospedale Don Michele Valsesia e lo zio di Rita, don Luca Di Lella.

"Cara Rita - ha detto il Vescovo di Novara nella sua omelia - ti abbracciamo tutti, con gli occhi colmi di pianto, qui nella tua Novara, città di elezione. Cara Rita,  Ci stringiamo al tuo papà e alla tua mamma, allo zio don Luigi, alle due amiche infermiere che erano con te, a tutti i tuoi colleghi, allievi, all’Ospedale a cui hai dato tanto, e alle persone che ti volevano e ti vogliono bene. Anche noi sentiamo che una parte di noi è venuta meno, che hai dato la vita per i poveri, difendendo il tuo orfanotrofio".

"Rita era una persona generosa, solare, che non si tirava indietro quando c'era da aiutare qualcuno- ha detto ancora monsignor Brambilla -. Nella sua decisione di costruire un orfanotrofio si racchiude l’eloquenza di un gesto che è il senso di tutta la sua vita. Era la sua passione, ne parlava ai colleghi, raccoglieva risorse, invitava altri a dare una mano, a collaborare con lei, a fare le ferie in modo alternativo".

"Diamo l’ultimo saluto a Rita - ha concluso il Vescovo - dopo un mese tremendo pieno d’immagini di morte, in cui la paura ha attraversato come un brivido l’Europa, e molti l’hanno brandita per farci ancora più paura. In un lontano paese dell’Africa intanto, silenziosamente, una donna, una di noi, faceva prevalere la vita sulla morte, e per questo ha dato la sua vita. Tutti voi che l'avete conosciuta e stimata, non ammainate la sua bandiera, non disperdete l'eredità di Rita!". 

 

Numerose anche le autorità presenti, tra cui, oltre al sindaco Andrea Ballarè, anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il presidente della Regione Molise Paolo di Laura Frattura e il sindaco di Trivento Domenico Santorelli. E a dire addio alla dottoressa Rita c'erano anche il direttore del Maggiore Mario Minola, il direttore dell'Asl Adriano Giacoletto, il rettore dell'Università del Piemonte Orientale Cesare Emanuel, il vice presidente della Provincia Enrico Ruggerone, il prefetto Francesco Paolo Castaldo, il sottosegretario Franca Biondelli, la senatrice Elena Ferrara, i parlamentari Carlo Martelli, Davide Crippa, Giovanni Falcone e Gaetano Nastri, l'assessore regionale Augusto Ferrari e i consiglieri Diego Sozzani, Gianpaolo Andrissi e Domenico Rossi, e i rappresentanti delle forze dell'ordine.

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