Castello sforzesco: il centro nevralgico della cultura novarese

Presentato a Palazzo Cabrino il nuovo studio di fattibilità di gestione del castello di Novara. La volontà dell'amministrazione è quella di trasferirvi la biblioteca, oltre ai musei cittadini

Il Castello sforzesco come centro nevralgico del sistema culturale novarese.

E' questo il "sogno nel cassetto" dell'amministrazione Ballarè, che questa mattina, martedì 22 ottobre, ha presentato a Palazzo Cabrino il nuovo studio di fattibilità di gestione del castello, realizzato dalla società Monti&Taft.

Come spiegato dalla presidente della Fondazione Castello Visconteo Sforzesco di Novara Laura Bianchi Borolo, il castello (allo stato attuale) non è in grado di auto gestirsi, ed è per questo motivo che è stato commissionato il nuovo studio di fattibilità, le cui linee guida accompagneranno l'amministrazione nella formulazione del bando di gara per i lavori e la gestione della struttura. Lo studio eseguito dalla Monti&Taft, infatti, suggerisce quali devono essere le caratteristiche del progetto di riqualificazione del castello, che possono consentirne la sostenibilità economica.

"I lavori del castello, per i successivi lotti (il quinto, sesto e settimo) - ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici Nicola Fonzo - sono oggetto del Piano triennale delle opere pubbliche. Per questi tre lotti la spesa complessiva è di 3 milioni e 390mila euro (di cui 2 milioni e 600mila euro concessi dalla Regione Piemonte), mentre per il consolidamento dei bastioni sul lato di piazza Martiri e la sistemazione del cortile interno sono stati stanziati 1 milione e 300mila euro (di 900mila euro dalla Regione e 400mila in quota al Comune di Novara). Vorrei sottolineare che questi soldi sono erogati dalla Regione soltanto per i lavori al castello, e non possono essere utilizzati per nient'altro. L'obiettivo dell'amministrazione è quello di concludere i lavori, anche se abbiamo sempre detto che il progetto iniziale non ci piaceva (come l'attuale nuova torre), ma è chiaro che non possiamo buttare già la torre e rifare tutto da capo. Gli interventi saranno messi a gara con un unico bando, in modo tale che una quota dei lavori sarà pagata alla ditta esecutrice con il bene medesimo. Se tutto funziona come si vede, senza intoppi, i lavori potranno essere conclusi per il 2015".

E una volta conclusi i lavori cosa ne sarà del castello? L'idea iniziale del Comune era quella di trasferirvi le sedi dei musei cittadini (quello archeologico e quello civico), oltre a spazi congressuali e di ristorazione. Col tempo si è poi pensato di portare all'interno del castello anche la biblioteca civica, ora ospitata a Palazzo Negroni. Scelta, questa, che se portata avanti obbliga a una revisione del progetto iniziale, diminuendo, come si legge nella relazione della Monti&Taft: "la porzione di spazio destinata al museo archeologico e al museo civico di Novara". 

"Il Castello Visconteo Sforzesco di Novara - si legge ancora nella relazione - dovrà essere un luogo da vivere durante l'intero arco della giornata, puntanto a divenire il centro nevralgico della vita culturale cittadina. Il progetto di recupero e riqualificazione del castello rappresenta un'importante sfida per la città di Novara e per il territorio circostante".

"Attualmente - ha concluso il vice sindaco - non c'è ancora un progetto definitivo, ma soltanto uno studio di fattibilità: stiamo ragionando su come realizzare il progetto. Quello che vorrei è che il castello diventasse luogo di socialità".

"Ricostruiamo la socialità della città - ha commentato l'assessore alla Cultura Paola Turchelli - per restituire ad alcuni luoghi il ruolo che gli compete rispetto alle esigenze della città. Si sfugge alla rovina economica e sociale costruendo una società che pensa e ama pensare".

Questo per il Comune il senso del trasferimento della biblioteca all'interno del castello: una vera e propria riorganizzazione degli spazi culturali della città di Novara.

"Fare biblioteche belle - ha aggiunto Turchelli - non sono è possibile ma è necessario, a maggior ragione in questa città, che oggi chiede altro. Tra i servizi comunali, la biblioteca è uno dei più apprezzati, ma nella sede attuale mancano gli spazi per offrire maggiori servizi ai cittadini. Oltretutto, nell'attuale biblioteca non c'è l'ascensore e il palazzo che la ospita è vecchio e ha bisogno di continua manutenzione. Il ruolo della biblioteca è anche quello di orffrire spazi di socialità, e il castello dovrà diventare un grande centro culturale: proviamo, insieme alla città, a realizzare questo progetto".

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