Rischio idrogeologico: il Piemonte 11° nella classifica nazionale

Secondo i dati dell'indagine di Legambiente e del Dipartimento di Protezione Civile sono oltre 5 milioni le persone esposte al pericolo. In Piemonte, in particolare, i comuni a rischio sono più di mille, l'87%

In Italia, l'85% dei comuni è a rischio frane e alluvioni. Nel Piemonte, la percentuale dei paesi e delle città a rischio è dell'87%.

A segnalarlo è il rapporto annuale Ecosistema Rischio, promosso da Legambiente e dal Dipartimento di Protezione Civile. Secono l'indagine, sono oltre 5 milioni i comuni italiani esposti al pericolo e nell'85% dei paesi sono presenti numerose abitazioni in aree a rischio. L'inchiesta di Legambiente e Protezione Civile evidenzia, inoltre, la quasi totale assenza di attività informative e esercitazioni organizzate dalle amministrazioni locali.

L'indagine ha monitorato le attività di prevenzione realizzate da oltre 1.500 fra le 6.633 amministrazioni comunali italiane classificate a rischio idrogeologico potenziale più elevato. I risultati evidenziano che quest'anno nessun comune raggiunga la classe di merito “ottimo” nella classifica predisposta da Legambiente sulla mitigazione del rischio idrogeologico. In Piemonte i comuni a rischio sono più 1049, un numero molto alto che fa salire la regione all'11esimo posto nella classifica dei comuni a rischio idrogeologico.

Tornando ai dati, sono ben 1.121 i comuni (l’85%) che rilevano la presenza sul proprio territorio di abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in zone a rischio frana; accanto a questi, sono rilevanti le percentuali dei comuni che dicono di avere in zone a rischio fabbricati industriali (56%), interi quartieri (31%), strutture pubbliche sensibili come scuole e ospedali (20%) e strutture ricettive turistiche o commerciali (26%).

Tra le amministrazioni comunali piemontesi sono 248 quelle che hanno risposto al questionario di Ecosistema rischio (il 24% circa dei comuni a rischio della regione). Di queste, i dati relativi a 27 amministrazioni sono stati trattati separatamente, poiché i competenti uffici comunali hanno dichiarato di non avere strutture in aree a rischio.

In particolare, sono 182 i comuni che dichiarano di avere abitazioni in aree a rischio idrogeologico, mentre 117 quelli in cui sono le aziende ad essere esposte ai maggiori pericoli, perchè realizzate in zone a rischio. L'80% delle amministrazioni comunali, inoltre, svolgie regolarmente attività di manutenzione, il 73% realizza opere di messa in sicurezza e solo il 7% si occupa di delocalizzare abitazioni e fabbricati industriali.

Più alta è invece la percentuale dei comuni che svolge un'ottima attività di protezione civile e ha adottato un piano di emergenza, anche se non sempre aggiornato: si tratta dell'89%, 197 comuni. Restano però basse le percentuali relative all'attività di informazione e alle esercitazioni, rispettivamente il 31% e il 34%.

Su tutto il territorio nazionale, infatti, l’informazione alla popolazione sui rischi idrogeologici, sui comportamenti da adottare in caso di pericolo, sui contenuti del piano d’emergenza e sulla formazione del personale è ancora troppo bassa: soltanto il 33% dei municipi ha organizzato iniziative rivolte ai cittadini e il 29% ha predisposto esercitazioni per testare l’efficienza del sistema locale di protezione civile.

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