Varallo, Sos dalla Lilt: "Servono volontari per il trasporto dei malati"

Il servizio di trasporto di malati oncologici attivato, per raggiungere le strutture di cura, dalla delegazione di Varallo Pombia della sezione Lilt di Novara, lancia una richiesta aiuto

Dopo oltre dieci anni di attività, il servizio di trasporto di malati oncologici attivato, per raggiungere le strutture di cura, dalla delegazione di Varallo Pombia della sezione Lilt di Novara, lancia una richiesta aiuto.

Dei cinque volontari che rendono possibile il servizio, infatti, due hanno oggi a disposizione meno tempo mentre le richieste rimangono le medesime oppure, persino, aumentano. Il rischio è, quindi, quello di non riuscire a soddisfare tutte le necessità.

Dal 2004, grazie ad una convenzione siglata tra Lilt sezione provinciale di Novara presieduta dalla Dott.ssa Giuseppina Gambaro e Cisas di Castelletto Ticino e grazie alla dotazione da parte del Comune di Varallo Pombia e Lilt di Novara di due automobili, i malati oncologici che hanno particolari situazioni d’indigenza (in questo caso segnalate dagli assistenti sociali) o solo l’impossibilità di essere accompagnati dai famigliari (in questi casi è richiesta una piccola offerta), possono essere accompagnati per effettuare le proprie cure da un volontario.

Non solo con partenza da Varallo Pombia ma anche da Oleggio, Divignano, Borgo Ticino, Castelletto e altre località del comprensorio del Cisas.

"Siamo sempre stati cinque pensionati - ha spiegato il coordinatore Gino Verzola - ma oggi due di noi hanno impegni famigliari più fitti e quindi ci troviamo in difficoltà. In un anno si effettuano circa 250 trasporti; accompagniamo i pazienti a fare le chemioterapie, le radioterapie o i controlli. Per le prime che sono più lunghe, lasciamo il paziente in ospedale (per lo più ci capita di andare a Novara ma talvolta anche in altre strutture) e poi torniamo a prenderlo nel pomeriggio mentre le radioterapie sono più brevi ma giornaliere e per le famiglie diventa davvero difficile assentarsi sempre dal lavoro per accompagnare il proprio malato. Le terapie sono per lo più fissate al mattino presto per cui si deve essere svegli presto, avere un po’ di tempo a disposizione e la patente di guida".

I numeri parlano chiaro: dal 2004 sono oltre un centinaio le famiglie che hanno goduto di questo servizio, sono stati effettuati oltre 2.000 trasporti e percorsi circa centocinquantamila chilometri con le due autovetture.

Ciascuno può contribuire con il proprio tempo a disposizione: "Ci rendiamo conto che non è un impegno da poco - ha commentato il delegato di Varallo Pombia Giovanni Giardina - ma ciascuno può contribuire come riesce. In teoria, un volontario potrebbe fare, almeno nei periodi di maggior richiesta, un paio di trasporti a settimana ma molto dipende da cosa succede. Non è un trasporto sanitario, i malati sono autonomi e non necessitano di assistenza. Qualche anno fa c’erano gli obiettori di coscienza a darci una mano; il servizio civile volontario non ha saputo sopperire allo stesso bisogno, purtroppo".

"Alcuni non stanno benissimo dopo aver terminato le terapie - ha concluso Verzola - e quindi nemmeno potrebbero raggiungere l’ospedale con un mezzo proprio; in più è importante avere una parola di conforto. Io mi sento molto gratificato da questo impegno. Mi fa sentire utile e credo farebbe lo stesso effetto a chiunque".

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Per proporsi come volontari o anche solo per informazioni chiamare lo 0321.956793 oppure presentarsi in Biblioteca a Varallo Pombia allo Sportello Lilt il martedì, giovedì e sabato dalle 16 alle 18 e poi il sabato anche dalle 11 alle 12. Oltre naturalmente a contattare la sede provinciale Lilt a Novara al numero 0321.35404.

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