Sanità, all'ospedale Maggiore di Novara arriva la mammografia 3D

Al via a settembre, nel reparto di radiodiagnostica diretto dal Prof. Alessandro Carriero, il progetto di ricerca "Proteus Donna" finalizzato al miglioramento della diagnosi precoce del tumore al seno

Partirà a settembre all’ospedale Maggiore di Novara, nel reparto di radiodiagnostica diretto dal Prof. Alessandro Carriero, il progetto di ricerca "Proteus Donna" finalizzato al miglioramento della diagnosi precoce del tumore al seno ed attualmente già attivo in Piemonte in diversi centri, quali Torino, Biella, Verbania, Domodossola, Chieri, Carmagnola e Moncalieri.

"Proteus Donna" ha l’obiettivo di mettere a confronto gli esiti della mammografia tridimensionale con quelli della mammografia tradizionale (a due dimensioni). Il progetto, che coinvolgerà un totale di 92mila donne sui vari centri partecipanti, si colloca nell’ambito del programma regionale di screening "Prevenzione Serena" e si rivolge alle donne tra i 46 e i 68 anni di età, invitate tramite lettera. La partecipazione allo studio è completamente gratuita: il giorno stabilito per fare la mammografia di screening non bisognerà far altro che recarsi allo sportello dell’accettazione della radiologia, nella sede e nell’orario indicati nella lettera di invito, e comunicare all’operatore dedicato all’assistenza la propria adesione allo studio.

Mentre la normale mammografia è in grado di ricavare immagini "piatte" del seno, quella a tre dimensioni può mostrarne anche il volume. Sebbene la mammografia a due dimensioni sia ad oggi l’unico esame validato nello screening dei tumori della mammella, "Proteus Donna" nasce proprio per confrontare queste due differenti metodiche sotto il profilo clinico, della prevenzione e tecnico-organizzativo, con l’obiettivo ultimo di ridurre i decessi per tumore al seno.

Lo studio, promosso dalla Regione Piemonte e da i-m3d, azienda torinese leader nell’imaging diagnostico, e condotto sotto la responsabilità scientifica del Cpo Piemonte, si avvale della collaborazione di professionalità provenienti dall’Università degli Studi di Torino, del supporto informatico del Csi Piemonte (ente strumentale della Regione per i sistemi informativi della pubblica amministrazione) e della collaborazione della Fondazione Tempia di Biella, da sempre in prima linea nella prevenzione contro il cancro.

Proprio la Fondazione metterà a disposizione una risorsa dedicata all’accoglienza nel Centro di Novara e ricerca fin da ora volontarie per partecipare attivamente al progetto. Accogliendo le donne invitate a partecipare allo studio, rispondendo ai loro dubbi e guidandole nella compilazione del consenso, le volontarie potranno contribuire a sostenere la prevenzione e la ricerca in ambito oncologico. Chi fosse interessato può contattare telefonicamente la Fondazione ai numeri 333.6528082 (Sabrina De Vita), 349.1591051 (Maria Teresa Guido) oppure scrivere a novara@fondoedotempia.it.

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