Gli studenti in piazza contro la Buona Scuola e l'alternanza scuola-lavoro

Venerdì 7 ottobre anche a Novara la mobilitazione studentesca, programmata in tutta Italia

Gli studenti novaresi tornano in piazza. Venerdì 7 ottobre, infatti, anche a Novara è in programma la mobilitazione studentesca organizzata a livello nazionale in tutto il Paese per manifestare contro la Buona Scuola di Renzi e l'alternanza scuola-lavoro .

A Novara gli studenti si sono dati appuntamento alle 8,30 in pazza Garibaldi, davanti alla stazione. Da qui partirà il consueto corteo che li porterà per le vie del centro cittadino al grido di "Ora basta! Decidiamo noi".

La manifestazione è organizzata dall'Unione degli Studenti, che su Facebook ha spiegato le ragioni della protesta: "Siamo noi che dobbiamo metterci in prima linea - si legge nella pagina dedicata alla manifestazione - metterci la faccia per porre fine a questa situazione di totale degrado negli ambienti scolastici, a partire dalle condizioni pietose degli edifici, come quelle del liceo artistico, per arrivare allo sfruttamento legalizzato degli studenti attraverso gli stage non retribuiti e obbligatori (leggasi alternanza scuola-lavoro, ndr), oltre alla completa disorganizzazione amministrative e ai 'regimi dittatoriali' presenti in alcuni istituti. Le scuole cadono a pezzi e i diritti degli studenti vengono calpestati".

Venerdì mattina, quindi, l'Unione degli Studenti scenderà in tutte le piazze d'Italia per dire: "NO alle disuguaglianze! Vogliamo una legge nazionale sul diritto allo studio perchè migliaia di studentesse e studenti, da Nord a Sud, sono esclusi dall’accesso ad un’istruzione gratuita e di qualità; NO alla scuola-azienda! Vogliamo contrastare un modello di impresa basato sulla competizione e la valutazione punitiva, perchè esigiamo una scuola democratica e inclusiva; NO ad un’alternanza scuola-lavoro come sfruttamento! Vogliamo imparare a saper fare in percorsi che siano realmente formativi, al di fuori da ogni logica di sfruttamento e in aziende altamente qualificate; NO al preside manager! Vogliamo decidere insieme in assemblee partecipate da tutti coloro che vivono la scuola ogni giorno. Nessuno deve più subire le decisioni autoritarie, ma contribuire a realizzare l’altra scuola possibile; NO alla privatizzazione dei luoghi del sapere, che non permette di valorizzare la conoscenza come strumento contro malessere sociale e negazione dei diritti; NO alla riduzione degli spazi di decisione di giovani e studenti, per rivendicare un posto fondamentale nella determinazione delle nostre vite in modo consapevole, critico e partecipato; NO ad un futuro precario e all’imposizione di logiche di mercato nei luoghi della formazione, perchè ostacolano la libera scelta dei percorsi di studi".

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