Terrore sul treno, uomo si masturba e tenta di violentare due ragazze

Il molestatore ha aggredito le due giovani sul treno Torino-Milano

Repertorio

"Cinque minuti in balia di un maniaco nudo e violento a bordo di un treno quasi deserto. Attimi d'inferno che nessuna donna dovrebbe vivere su un mezzo di trasporto pubblico". E' quello che è capitato a due giovani fotografe sul Rv2031 di Trenitalia che da Torino Porta Nuova le stava riportando a Milano Centrale. A raccontare tutto a MilanoToday è una delle due vittime, una milanese di 25 anni, che insieme all'amica ha denunciato l'accaduto alla polizia ferroviaria e con un post su Facebook.

Capita tutto la sera del 2 novembre. Le due giovani professioniste stavano rincasando dopo una giornata passata a lavorare nella Città Sabauda. Quando salgono a bordo del convoglio delle 19.54, scelgono di sedersi in testa al treno perché tutte le carrozze sono quasi vuote. "Cerchiamo una carrozza 'sicura' ma il treno era davvero lungo e le poche persone sopra non erano del tutto raccomandabili, così decidiamo di andare in prima classe nella speranza che sia più controllata", racconta, cercando di ricostruire l'antefatto. A Vercelli il treno arriva quasi vuoto.

Passano pochi istanti da quando il convoglio si è fermato in stazione. E improvvisamente, davanti alle ragazze, si materializza un uomo. Ha circa 30 anni, sembra di origini nordafricane, è alto 1.70 centimetri, ha i capelli scuri e corti, la pelle olivastra, il volto pulito e indossa una giacca beige e una tuta blu.

"Dalle sue movenze e dall'atteggiamento si capisce che è alterato", ricorda la 25enne. Lo sconosciuto le punta senza esitazione. Si mette davanti alle poltrone dove sono seduti le giovani si abbassa i pantaloni, tira fuori il pene, si tocca, allarga le braccia, appoggiando le mani sui poggiatesta e dice: "Non so ancora cosa farne di voi".

"Noi - continua la fotografa - avevamo anche mille borse, siamo rimaste prima bloccate, poi abbiamo cercato di scappare ma lui ci ha bloccate. Abbiamo provato mille sensazioni: panico, paura, rabbia".

"Il treno è sprovvisto di telecamere e di qualsiasi tipo di pulsante di emergenza per comunicare con qualcuno. Io ho provato col cellulare. Avevamo il terrore di essere picchiate, stuprate o magari uccise", si sfoga la milanese descrivendo quei minuti che sembravano infiniti. Per fortuna, in loro aiuto, interviene subito un uomo. 'L'angelo' indossa la divisa di Trenitalia e, stando a quanto riferito da lui stesso alle giovani, è andato da loro proprio perché un attimo prima aveva visto correre un uomo sospetto sulla banchina ed entrare nella loro carrozza. L'intuizione del dipendente - il capotreno - è corretta.

"Appena nota la scena intima, il capotreno urla al depravato di smettere - dice la 25enne - ma lui lo minaccia di morte. 'Ti ammazzo', 'ti ammazzo', ripete". Poi arriva anche un altro dipendente di Trenitalia e i due riescono a far scendere l'aggressore. "Non sappiamo se fosse armato ma in quel momento la paura era tanta. Alla fine il capotreno è rimasto con noi fino a Milano Centrale. Lo ringrazio per il suo istinto - spiega - e per aver deciso di venire in nostro aiuto".

"Decidiamo di fare subito denuncia come consigliato dal capotreno appena scese a Milano, nonostante il mostro sia sceso a Vercelli dove non c'è la polizia ferroviaria e quindi in giro libero senza alcuna conseguenza. In Centrale mi sono sentita nuovamente violentata, questa volta dallo Stato, dato che nel 2018 hanno deciso di eliminare la legge contro l'esibizionismo pubblico e nonostante le minacce, questa denuncia è pressoché inutile", chiosa delusa la giovane che si augura che la sua denuncia possa sensibilizzare le istituzioni a migliorare la situazione di abbandono e degrado che quotidianamente i pendolari sono costretti a vivere sui treni.

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Commenti (3)

  • e zac con coltellino svizzero no??? io viaggio da una vita con taser sai che salti alla scossa ?

  • Avatar anonimo di davide
    davide

    Di certo se uno dei due dipendenti di treni Italia avrebbe dato una bella testata in faccia al nostro Nord Africano, tale da lasciarlo stesso sul pavimento; si sarebbe scatenatao un putiferio legale di accuse e possibile o sicuro licenziamento per il dipendente di Treni Italia. E' sicuramente, si sarebbe subito fatto avanti un comitato di ben pensanti, a difesa del "poveretto". In cui egli è stato oggetto di una violenza gratuita. Non meno in aggiunta sul disquisire in questo condizionale, forse addirittura a livello di giudizio, il "poveretto" niente di male ha fatto. Percè egli: voleva solo attuare una funzione fisiologica prettamente maschile, è quindi non imputabile. Perchè rientrante in una necessità naturale, impellente e non controllabile.  Povera Italia che fine.

  • Avatar anonimo di roberto
    roberto

    Speriamo che il nuovo decreto sulla sicurezza venga subito o per meglio immediatamente attuato. Alla faccia di una controparte politica, che nonostante la miriade di episodi di varia violenza su tutto il territorio nazionale, fanno orecchie da mercante; affermando che è antidemocratico e inutile. Addiritura con esso aumenteranno i casi deliquenziali. Questi esimi nostri rappresentanti, a mio parere e non solo mio, sicuramente stanno su un'altro pianeta e osservano i fatti che continui accadono in questa nostra realtà sociale, con binocoli a lenti sfuocate. Quindi niente vedono e niente sentono !!! Il protagonista Nord' Africano, sicuramente sarà già noto alle Forze dell'Ordine e con vari decreti d'esplulsione alle spalle; ma libero di girovagare ed apportare terrore dove vuole e come vuole.  Per questo individuo Immediata espulsione e relativo imbarco immediato. Inoltre cosa si aspetta a riservare una o due carrozze per sole donne, in tratte o orari particolarmente sensibili con uno o due agenti a bordo !!!!

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