Mossotti, il contributo scolastico "volontario" diventa "obbligatorio"

Gli studenti dell'istituto dovranno pagare il contributo volontario, pena l'esclusione dai laboratori. E parte la vertenza dell'Unione degli Studenti al provveditorato

Le scuole, negli ultimi anni, hanno ricevuto sempre meno finanziamenti pubblici. Per questo all'istituto tecnico Mossotti la dirigente scolastica Rossella Fossati ha diffuso una circolare in cui chiede a tutti gli studenti di versare il contibuto volontario.

"In coerenza con la circolare n.132 del 2 febbraio 2015 - si legge nel testo - si ribadisce lo spirito collaborativo a fondamento dell'erogazione del contributo scolastico, il cui fine ultimo è il miglioramento e l'ampiamento dell'offerta formativa ma che oggi, con l'attuale situazione e in mancanza di finanziamenti delle Provincia di Novara, viene utilizzato dalla scuola anche per sopperire ad esigenze ineluttabili per l'organizzazione e lo svolgimento del servizio e per garantire la salute e la sicurezza degli utenti".

La circolare spiega chiaramente che negli ultimi due anni la scuola non ha ricevuto fondi per la manutenzione, quindi il contributo scolastico verrà utilizzato per la sistemazione di aule, bagni e intonaci.

Il contributo volontario, per forze di causa maggiore, diviene "palesemente obbligatorio" pena "l'esclusione da tutte le attività extrascolastiche (...) l'esclusione dall'accesso alla banda larga (...) l'esclusione da tutti i progetti".

L'Unione degli Studenti si è subito interessata alla questione e ha presentato una vertenza al Provveditorato agli Studi. "Mettiamo in luce - spiegano gli studenti - la situazione illegale che è venuta a crearsi con la diffusione della circolare n° 25 dell'ITE Mossotti, dove la dirigente obbliga famiglie e studenti a versare il contributo volontario, pena l'esclusione degli inadempienti dalle attività laboratoriali ed extrascolastiche. Ci auguriamo e lotteremo affinché la situazione venga risolta secondo la legge, eliminando ogni abuso amministrativo ai danni degli aventi diritto".

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La palla è ora nelle mani del Provveditore, che si trova in una situazione molto delicata: da una parte un istituto obbligato a chiedere fondi per la manutenzione, dall'altra degli studenti costretti a pagare per frequentare le attività extrascolastiche. La questione non sembra di facile risoluzione.

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