"Vedo cosa stai facendo, pedofilo": nuovo fenomeno di "estorsione" via mail, allerta della polizia

La questura di Novara mette in guardia sulla nuova truffa on line

Foto di repertorio

La Questura di Novara mette in guardia su una nuova attività di spamming a scopo estorsivo.

"... Pensi davvero che fosse una specie di scherzo o che puoi ignorarmi? Vedo cosa stai facendo, pedofilo. Smetti di fare shopping e xxxxxxxxx, il tuo tempo è quasi finito. Sì, so cosa stavi facendo sabato. Ti sto osservando... Se non finanzierai questo indirizzo bitcoin xxxxxxxxxxxx con 5mila euro entro xxxxxxxxx prossimo contatterò i tuoi parenti e tutti i tuoi iscritti nell'elenco e mostrerò loro le tue registrazioni di pedofilia".

E' questo, fanno sapere dalla Questura, "il testo della e-mail di spam che, nell'ambito del nuovo fenomeno di "estorsione" online, viene recapitata agli ignari destinatari al fine di gettarli nel panico e indurli a pagare il prezzo, in cryptovaluta, per non divulgare il video".

Dalla polizia, oltre all'allerta riguardo questo nuovo tipo di truffa online, arrivano anche alcuni consigli su come comportarsi in questi casi.

Prima di tutto, "mantenere la calma: il criminale non dispone, in realtà, di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi nè, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti. 

Poi, "non pagare assolutamente alcun riscatto: l'esperienza maturata con riguardo a precedenti fattispecie criminose dimostra che, persino qiando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina quale unico effetto un accanimento nelle richieste estorsive, volte ad ottenere ulteriore denaro".

Infine, "proteggere adeguatamente la nostra e-mail (ed in generale i nostri account virtuali): cambiare, se non si è già provveduto, la password, impostandone una più complessa; non utilizzare mai la stessa password per più profili; abilitare, dove possibile, meccanismi di autenticazione "forte" ai nostri spazi virtuali, che associno all'inserimento della password l'immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare".

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