A scuola con il pasto da casa anche a Novara?

Il Comune ci sta pensando e nelle scorse settimane si è incontrato con l'Asl, la ditta affidataria del servizio di ristorazione scolastica e gli istituti comprensivi cittadini

Portare da casa il pasto da consumare a scuola è un diritto di tutti. Lo hanno stabilito i giudici del Tribunale civile di Torino, respingendo il ricorso del Miur contro l'ordinanza che permette ai genitori di preparare a casa il pranzo ai figli da consumare poi in mensa.

La questione, di cui si è discusso molto nei mesi scorsi in tutto il Paese, è arrivata ora anche a Novara. Nelle scorse settimane, infatti, il Comune si è incontrato con l'Asl, la ditta affidataria del servizio di ristorazione scolastica e gli istituti comprensivi cittadini proprio per discutere della possibilità di permettere agli studenti novaresi di portarsi il pasto da casa.

"Ci si è attivati per una valutazione alla luce delle recenti vicende giuridiche - ha spiegato l'assessore ai Servizi educativi Angelo Sante Bongo -. In particolar modo, durante l’incontro con gli Istituti comprensivi che si è tenuto nella giornata del 26 ottobre, sono emerse criticità in quanto non si tratta semplicemente del consumo del pasto fine a se stesso, ma ciò prevede il confronto con aspetti generali, delicati e complessi. Infatti l’attuazione del diritto non può risolversi nel consentire indiscriminatamente agli alunni di consumare il pasto domestico presso la mensa scolastica, ma implica l’adozione di una serie di misure organizzative, anche e soprattutto in funzione degli aspetti igienico-sanitari, legati alla sicurezza alimentare e alla prevenzione di possibili contaminazioni causa in alcuni casi, di allergie o intolleranze alimentari anche gravi".

"Inoltre - ha aggiunto l’assessore Bongo - in relazione alla specifica situazione logistica dei singoli istituti interessati, dovrà essere complessivamente rivista ed esaminata l’organizzazione in termini di responsabilità e competenza degli spazi affidati, legati anche alla sicurezza generale riguardo Scia, Duvri, eccetera. Conseguentemente e uniformemente i soggetti coinvolti hanno convenuto nella necessità di affrontare gli aspetti citati con la giusta attenzione e cura affinché il percorso individuato risulti quello maggiormente efficace, soddisfacente e a garanzia di tutti gli studenti, anche in attesa del pronunciamento previsto della Corte di Cassazione. Per questo abbiamo posto la data del 31 gennaio come termine del lavoro di analisi e studio delle criticità, per valutare successivamente a ciò, la possibilità di ottemperare alla sentenza della Corte d’Appello di Torino n. 1049 dello scorso 21 giugno".

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