Arona, recuperati dipinti di Rubens e Renoir rubati: 26 milioni di euro di valore

I quadri erano stati rubati da un finto rabbino e da un finto diplomatico ad un gallerista aronese

Le opere recuperate

Le manette sono scattate il mese scorso per cinque persone, ma le opere d'arte ancora non erano state ritrovate. É di queste ore la notizia che i due qaudri rubati a Monza lo scorso anno ed un gallerista di Arona sono stati recuperati dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale. 

Il ritrovamento

Le indagini  hanno avuto un'accelerata da giugno, quando i carabinieri hanno fatto scattare le manette per cinque presunti responsabili. I ladri si sarebbero finti un rabbino e un diplomatico israeliano. Le opere erano conservate in un magazzino della provincia di Torino e probabilmente ancora da piazzare nel mercato delle opere d'arte.

Nelle prossime settimane le tele recuperate saranno sottoposte alle valutazioni degli esperti incaricati dalla procura di Monza: accerteranno l'autenticità, la corretta attribuzione e il valore commerciale.

Il furto

Tutto era accaduto il 20 aprile 2017 quando un gallerista di Arona si è visto rubare davanti agli occhi due preziosi quadri da parte di finti uomini d'affari ebrei: due tele di Renoir e Rubens.

Secondo quanto ricostruito, dopo diversi contatti preliminari con gli acquirenti il mercante d'arte si sarebbe presentato con le due preziose opere a Monza, in uno studio preso in affitto dai finti compratori per concludere l'affare. I locali dove i due hanno dato appuntamento al venditore si trovavano all'interno della villa che a Monza ospita la sede del Consolato Albanese. Nonostante l'estraneità totale alla vicenda dell'ufficio diplomatico, i due truffatori hanno fatto credere all'uomo, scegliendo proprio quella sede, di avere agganci e conoscenze altolocate così da rassicurare il mercante in merito alla trattativa. Tanto da non metterlo in allarme nemmeno quando i due, con una banale scusa, si sono allontanati dalla stanza. E non sono più tornati, facendo sparire insieme a loro anche i quadri.  

Le indagini

Le ricerche sono iniziate subito dopo la denuncia: i militari hanno individuato prima un 44enne di Trezzano sul Naviglio, poi due monzesi che avevano messo a disposizione i locali dove si è consumato il furto. Durante le successive attività investigative le forze dell'ordine sono arrivate agli altri due presunti malviventi: padre e figlio che vivono rispettivamente a Vigevano e Seregno. I due avrebbero fornito supporto logistico, oltre che le utenze telefoniche, al finto acquirente.

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