Piemonte, secondo Save the Children c'è ancora troppa povertà educativa

La regione è solo al 6° posto in Italia. Scarse le offerte di tempo pieno, connessione a internet e mensa, mentre in molti casi sono inadeguate le infrastrutture

Secondo il rapporto di Save the children sulla povertà educativa il Piemonte è al 6° posto in Italia. In Piemonte, infatti, è coperto solo il 13% dei servizi pubblici necessari per l’infanzia e quasi 6 minori su 10 non partecipano ad attività culturali o ricreative.

Scarsa in Piemonte l’offerta di servizi pubblici all’infanzia (13%), con un tempo pieno che non c’è ancora per più della metà delle classi della primarie (54%) e per più di 2/3 di quelle secondarie di I grado (71%). 6 ragazzi piemontesi su 10 (60%) sono accolti in infrastrutture in qualche modo inadeguateinternet veloce è un sogno per il 33% delle aule, mentre il 28% degli alunni non ha il servizio mensa disponibile. Nonostante tutto,le competenze dei quindicenni piemontesi sono superiori alla media italiana con l’81% sufficientemente competenti in matematica (75% invece in Italia) e l’87% in lettura (80% media nazionale), ma il tasso di dispersione scolastica, attestato al 13%, è ancora sopra la soglia massima del 10% fissata dall’Unione Europea per il 2020.

L’Organizzazione Save the Children rilancia quindi la campagna “Illuminiamo il futuro”, per il contrasto della povertà educativa, e presenta un nuovo indice che fotografa la situazione nelle regioni italiane. In Piemonte oltre 20 eventi per bambini, adolescenti e famiglie, tante le realtà che hanno aderito alla campagna Illuminiamo il Futuro.

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Per quanto sia una regione virtuosa, anche i bambini e gli adolescenti che abitano in Piemonte soffrono per alcuni servizi che risultano inadeguati come il tempo pieno o le strutture non atte al’apprendimento”, spiega Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. “La condizione di povertà in cui versano molti ragazzi, soprattutto nelle periferie, si popola di assenze: quella dei servizi, degli spazi all’aperto dove giocare e socializzare, delle strutture dove poter svolgere attività extra scolastiche. Occorre considerare le gravi difficoltà che le famiglie affrontano per poter acquistare i testi scolastici, pagare il trasporto dei bambini da casa a scuola o assolvere alla retta della mensa, nonché l’impossibilità di garantire ai figli la partecipazione alle attività extrascolastiche. Tutto questo ci conferma che eliminare la povertà minorile è uno degli elementi indispensabili per favorire la crescita educativa dei bambini e dei ragazzi”.

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