Controlli della Forestale nelle aziende sul Lago d'Orta: sequestrata una ditta a San Maurizio

L'azienda di pulitura metalli è risultata del tutto priva di autorizzazioni ambientali, sia alla gestione dei rifiuti che alle emissioni gassose in atmosfera

Foto di repertorio

Sequestrata dalla Forestale un'altra azienda di pulitura metalli del Lago d'Orta. L'operazione è stata svolta lo scorso 3 luglio dai militari delle stazioni carabinieri forestale di Gozzano e Nebbiuno, che durante i controlli contro gli sveramenti nel lago hanno posto i sigilli ad una ditta di San Maurizio d'Opaglio.

Il sequestro segue quello effettuato il 28 giugno scorso, spiegano i militari, contro un’altra ditta sempre di San Maurizio d’Opaglio priva di ogni autorizzazione ambientale. Anche in questo caso, l'azienda è risultata del tutto priva di autorizzazioni ambientali, sia alla gestione dei rifiuti che alle emissioni gassose in atmosfera.

Per questo motivo, i militari hanno proceduto ad interrompere l’attività dell’azienda, sottoponendola ad un provvedimento di sequestro preventivo d’iniziativa. Il sequestro è stato convalidato dal Gip di Novara nei giorni scorsi e il rappresentante legale della ditta, un cittadino italiano residente in provincia, è stato denunciato per esercizio dell’attività in assenza dell’autorizzazione all’immissione di fumi in atmosfera ed illecita gestione di rifiuti.

Da inizio anno sono stati circa 20 i controlli effettuati dalla Forestale presso le aziende del settore presenti nel Cusio dopo i numerosi sversamenti illeciti di rifiuti nel Lago d'Orta. Tre le aziende sequestrate solo nel 2019, mentre negli ultimi due anni il numero sale a otto ditte,  risultate tutte prive delle necessarie autorizzazioni ambientali o, comunque, operanti in violazioni ad esse.

"I controlli - spiegano dalla Forestale - hanno uno scopo preventivo, al fine di far cessare definitivamente ogni illecito sversamento nel lago. È infatti evidente che, se l’azienda non opera con le dovute autorizzazioni ambientali, non può smaltire lecitamente i rifiuti prodotti. Inoltre, l’assenza di autorizzazione impedisce agli organi tecnico/amministrativi di effettuare le verifiche periodiche di salubrità e regolarità, degli impianti e delle produzioni. L’attività di controllo proseguirà, anche a garanzia delle tante aziende del settore, la maggioranza, che sono costrette a dover fronteggiare costi maggiori e la conseguente concorrenza sleale degli operatori che operano nell’illegalità".

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