Maxi sequestro di reperti archeologici: i carabinieri scoprono un "tesoro"

Dopo oltre 40 anni i militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno ritrovato un intero corredo funerario scomparso dopo la scoperta

I reperti recuperati dai militari

Ritrovato un importante "tesoro" archeologico occultato per anni in una casa. Le indagini dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno trovato e sequestrato, dopo un accurato lavoro di indagini, un corredo funerario romano che era rimasto per 40 anni nelle mani di un privato senza essere mai studiato.

Il ritrovamento

Era il 1971 quando, durante lo scavo di un pozzo, a sei metri di profondità, è stata ritrovata una tomba romana intatta a Domodossola. La notizia era stata data da uno storico locale, ma dopo il ritrovamento si sono perse le tracce di tutto quello che era custodito nella sepoltura, compresa la stele tombale del ricco Claro Fuenno, vissuto nei primi decenni del I secolo d.C. in piena età augustea. 

Il sequestro

Lo scorso dicembre però i militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, dopo un'accurata ricostruzione storica e sulla base dei pochi articoli di giornale di quell’epoca, sono riusciti ad individuare l’attuale possessore e a sequestrare i reperti. L’intero corredo è stato esaminato da parte dei funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Novara ed è apparso subito di straordinaria importanza storica. Si tratta infatti dell'unico rinvenimento certo dell'età romana a Domodossola.

Il corredo e la sua importanza

Cloro Fuenno, il cui nome è noto grazie ed una lapide che era posta sulla tomba, ora andata persa, doveva essere un uomo ricco: oltre ad una spada e alla punta di una lancia, attributi comuni nelle sepolture degli uomini, si torvano anche ornamenti, ceramiche e bronzi di buona qualità importati da diverse parti d'Italia. Quasi unico è il ritrovamento di un piattello in vetro realizzato a mosaico e decorato a nastri: in Piemonte se ne conoscono solo altri due, di cui però non è noto il contesto.

Il piattello, che dovrà subire un attento lavoro di restauro

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Il lungo lavoro di restauro

Tutto il corredo si trova in condizioni conservative non perfette, grazie anche a restauri improvvisati che hanno provocato danni, lasciando ad esempio i segni dello scotch utilizzato nel maldestro tentativo di riassemblare un'olla. Alla Soprintendenza ora spetterà il compito di restaurare e ricostrutire dove possibile i reperti, per poterli studiare pià attentamenti, in attesa che trovino una collocazione in qualche spazio espositivo e possano finalmente essere resi noti al grande pubblico. 

Un altro recupero

I mlitari hanno poi operato, sempre nella provincia di Verbania, un altro importante sequestro. Si tratta di una collezione di ceramiche della Magna Grecia e della Puglia che non era mai stata denunciata alla Soprintendenza. La scoperta è stata fortutita: il proprietario di un garage ha segnalato che l'inquilino non pagava l'affitto, così le forza dell'ordine sono entrate nel locale e hanno trovato decine di ceramiche risalenti all'epoca pre romana. 

Le ceramiche sequestrate

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