Smog, Legambiente: "Le misure proposte dalla Regione sono insufficienti"

Per l'associazione ambientalista per contrastare in maniera efficace l'inquinamento atmosferico è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile

"Una piccola notizia positiva c’è: dopo mesi di silenzio la Regione Piemonte ha battuto un colpo e ha deciso di provare ad esercitare il proprio ruolo di coordinamento nelle politiche antismog. Detto questo, però, le misure proposte ai Comuni sono ancora una volta insufficienti sia per tamponare la situazione nei periodi di picco delle concentrazioni, sia per gettare le basi per una vera politica strutturale di disincentivo alla mobilità privata motorizzata a favore di quella pubblica o non motorizzata".

Così Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ha commentato le misure messe a punto dalla Regione Piemonte per contrastare "l'emergenza smog".

"La Regione Piemonte propone di bloccare la circolazione dei veicoli diesel Euro3 dopo 7 giorni consecutivi di sforamento dei limiti di legge mentre - commentano da Legambiente - ad esempio in Emilia Romagna, la circolazione di questa tipologia di veicoli è già limitata in modo stabile 10 ore al giorno per 6 mesi l’anno".

"Il paradosso poi - ha sottolineato ancora Dovana - è che la maggior parte delle misure previste scatterebbero al raggiungimento per tre giorni consecutivi di valori di PM10 fino a più di tre volte superiori ai limiti consentiti dalla legge, in barba a qualsiasi principio di reale tutela della salute pubblica. Per questo chiediamo al presidente Chiamparino e all’assessore Valmaggia di riconsiderare tali misure facendo riferimento alle soglie indicate dall’Oms per la tutela della salute e ribadiamo ancora una volta la nostra disponibilità a collaborare alla costruzione di un nuovo e serio piano regionale antismog che sostituisca quello ormai vecchio di 14 anni".

Per l'associazione ambientalista, infatti, per contrastare in maniera efficace l’inquinamento atmosferico è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto su ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini.

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