Spari contro la casa di un imprenditore a Tornaco: in manette quattro persone

L'episodio risale allo scorso gennaio. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri: presi sia gli esecutori che il mandante dell'azione intimidatoria

L'operazione è stata eseguita dai carabinieri di Novara - Foto di archivio

Alle prime luci dell’alba di oggi, mercoledì 11 aprile, i carabinieri della Compagnia di Novara, hanno eseguito una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Novara nei confronti di quattro persone, tutte italiane e residenti a Brandizzo, nel torinese. Per loro i reati contestati sono quelli di concorso in tentata estorsione aggravata e concorso in detenzione e porto abusivo di pistola.

L'operazione ha preso il via dalle indagini avviate dai militari dell'Arma lo scorso 10 gennaio, quando la casa di un imprenditore edile di Tornaco era stata raggiunta da alcuni colpi di pistola. Un'azione che era subito parsa un vero e proprio atto intimidatorio. Tre dei quattro destinatari delle misure cautelari, infatti, sono di origine calabrese e considerati dai carabinieri elementi collegati a soggetti appartenenti alla 'ndrangheta.

A finire in manette sono stati: Guido C., imprenditore classe 1982,  già noto alle forze dell'ordine; Giuseppe C., fratello di Guido C., classe 1989, anche lui imprenditore già noto alle forze dell'ordine; Francesco I., classe 1988, cognato di Guido C., imprenditore già noto alle forze dell'ordine; Davide V., geometra classe 1987.

L'operazione dei carabinieri

elicottero carabinieri-2

Gli arresti sono stati eseguiti tra le 5 e le 6 del mattino di oggi, mercoledì 11 aprile, a Brandizzo. L'operazione è scattata dopo una serie di indagini svolte dai carabinieri di Vespolate e del Nucleo operativo e radiomobile, che hanno interrogato diverse persone informate sui fatti, controllato i filmati delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza e analizzato i dati del traffico telefonico dell'area dove è avvenuto l'episodio. All'operazione ha partecipato anche il Nucleo elicotteri di Volpiano, indispensabile per bloccare uno dei quattro, Francesco I., che ha tentato di darsi alla fuga, scappando a piedi per le vie circostanti l'abitazione dove si era nascosto dopo aver appreso che i carabinieri lo stavano cercando.

Le accuse

I quattro sono accusati di concorso in tentata estorsione aggravata e di concorso in detenzione e porto abusivo di pistola. Secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, anche grazie ad una serie di intercettazioni telefoniche, l'azione intimidatoria è stata materialmente commessa da Giuseppe C., Francesco I., e Davide V. (uomo di fiducia dei due fratelli), che hanno raggiunto Tornaco a bordo dell'auto di quest'ultimo. Guido C. è invece risultato il mandante della "spedizione".

I fatti accaduti nella serata del 10 gennaio

spari casa tornaco 1-2

L'episodio è stato denunciato ai carabinieri di Vespolate la sera stessa: poco prima delle 21, tre uomini (Giuseppe C., Francesco I. e Davide V.) hanno raggiunto l'abitazione dell'imprenditore per mettere in atto l'ennesimo gesto intimidatorio nei suoi confronti. L'uomo, infatti, era già stato minacciato almeno altre due volte: assunto per ristrutturare una serie di villette dai fratelli Guido e Giuseppe, si era poi rifiutato di eseguire ulteriori lavori che non era stati in precedenza pattuiti e che non prevedevano un ulteriore compenso. Al rifiuto dell'imprenditore, i due fratelli e il cognato di uno dei due, Francesco I., hanno reagito con minacce e intimidazioni e la richiesta di 10mila euro. Somma che l'uomo non ha però pagato. Così, la sera del 10 gennaio, i tre si sono presentati alla porta dell'abitazione dell'imprenditore e hanno citofonato: all'interfono ha risposto la figlia dell'uomo, a cui i malviventi hanno chiesto "C'è papà?" e alla risposta negativa della bambina, sono partiti 13 colpi di pistola contro il cancello della villa. I colpi, calibro 9x21, sono stati sparati ad altezza uomo e hanno colpito diverse parti del cancello.


 

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