Aree industriali: arriva il "sì" del Consiglio comunale

La decisione, per voto ad appello nominale di tutti i consiglieri, al termine di un lungo e acceso dibattito nella seduta di consiglio comunale svoltasi a Palazzo Cabrino nella giornata di giovedì

Dopo circa 10 ore di dibattito il tanto sospirato sì all'avvio dell'iter della variante urbanistica di Agognate è arrivato, ad opera della maggioranza. Per tutta la giornata un lungo dibattito tra la minoranza che tentava di spiegare e farsi spiegare i punti poco chiari della delibera e il pugno di ferro della maggioranza che difendeva a spada tratta il suo progetto.

Ad aprire la riflessione sulle ragioni del sì il capogruppo del Pd Rossano Pirovano che ha ricordato come il progetto che si stava andando a votare fosse un progetto ponderato, frutto dell'esame di sei commissioni convocate nel corso degli anni, le quali hanno ragionato su di un progetto che andasse a rivalutare e servire la zona. Nell'intervento Pirovano ha ricordo come il progetto fosse frutto della precedente amministrazione e che "l'attuale lo ha solo ripreso, reso di interesse pubblico e migliorato".

Ma il primo a volerci vedere chiaro e a sottolineare le lacune del progetto portato avanti dalla maggioranza è Alessandro Canelli della Lega Nord. "Ditemi  - commenta Canelli - cosa ci sia di strategico in questo progetto. E' un iter che è partito tormentato. Si tenta di sbrogliare la situazione sin dal 2010. Parlate di un progetto - dice rivolgendosi ai colleghi di maggioranza - che dovrebbe creare in città nuovi posti di lavoro ma su cui non vi è certezza alcunaE ancora - precisa - parlate di scelta strategica ma probabilmente avete fatto una valutazione sbagliata: a pochi metri in linea d'aria, circa 600, nella zona peraltro già industriale c'è una vasta area predisposta. Raddoppiare l'area a ridosso dell'Agogna è solo un capolavoro di incoerenza politica e amministrativa: l’attuale maggioranza, quando era all’opposizione e nel piano del programma di governo sosteneva il contrario: sosteneva il "no" alla cementificazione, al recupero delle aree dismesse. Ora fa esattamente il contrario".

A seguire le diverse reazioni degli altri consiglieri di minoranza: per Luca Zacchero (M5S) "è importante richiamare la maggioranza alla coerenza, sposando così a pieno l'intervento del collega Canelli. In una delle riunione di commissione avevamo chiesto di poter incontrare gli industriali che sarebbero stati pronti in futuro ad insediarsi nell'area ed invece ci siamo trovati attorno ad un tavolo con i proprietari terrieri. "Nell'area - continua Zacchero - non si insedia nessuna realtà agricola provocando così un ulteriore problema: vengono meno le coltivazioni di mais, si crea ulteriore impoverimento".

Per Pedrazzoli (ex gruppo misto -ora Forza Italia) "la soluzione strategica era quella di rivalutare le aree industriali già esistenti magari pensando a riorganizzarle del tutto".

Per Gerry Murante trattasi solo di "speculazione immobiliare" e non è nemmeno scontato che crei tutti i posti di lavoro auspicati (circa 500 n.d.r). Per la consigliera Silvana Moscatelli il "progetto presentato è al pari di una carta in bianco e votare sul nulla è inutile".

Per Perugini (Lega) i dubbi sul progetto si basano su cosa porti davvero di concreto e in favore della popolazione, del territorio e ironicamente risponde: "La cementificazione. E poi dov'è la strategia dato che a poche centinaia di metri vi è un'area già insediata da tempo".

Ma è Michele Lia a ricordare alla minoranza il senso del progetto: "ricordo - dice - diversi membri dell'opposizione darci addosso perchè non presentavamo nulla di concreto sulle aree industriali: bene, colleghi, siamo qui a dare risposte buttando giù il muro dell'ipocrisia. La variante che presentiamo ha l'ottica di rendere un'area più funzionale, anche nell'ottica di collaborazione con l'esistente realtà del Cim. E' un modo di dare risposte a tutti gli studenti dell'istituto industriali: non solo risposte ma opportunità una volta finiti gli studi".

A sostegno dell'intervento del collega Lia, anche Biagio Diana e Spanu che hanno difeso il progetto quale "fonte di speranza e di risposta a chi cerca lavoro".

Per Arnoldi (Ncd) il dibattito andato in scena è fonte di amarezza perchè vede il fraintendimento dei piani di discussione. "In primis - dice - sulla questione bisogna avere chiare le idee su cosa voglia dire sviluppo. Si parla di posti di lavoro che a mio avviso sono un miraggio. Ma qualora ve ne fossero e molti possiamo dare garanzie che in primis spettino ai novaresi, possiamo garantire che i capannoni saranno venduti ad aziende del territorio? Questo vuol dire avere e fare l'interesse pubblico".

 A chiudere il cerchio del dibattito e tirare le fila prima del voto finale è stato il primo cittadino Andrea Ballarè: "Tanto è stato detto e discusso in merito a questa variante. Ringrazio tutti i consiglieri, di minoranza e maggioranza per il contributo apportato. Mi sono andato a rileggere - dice Ballarè - il verbale del consiglio, aperto ai cittadini, del 15 dicembre del 2011 in tema di lavori e nel merito del dialogo coi sindacati. Già in tale data era stato affermato che lo sviluppo delle aree industriali non poteva prescindere dallo sviluppo dell'area di Agognate. Quelle erano le aree industriali dieci anni fa e quelle devono essere riqualificate. La città è ferma da quel tempo e si sono persi treni importanti. Bisogna che la città sia pronta ad accogliere imprese. Ci vuole coraggio, è una scelta che impone coraggio e a noi non manca. Abbiamo già rilanciato il mercato del lavoro sbrogliando la questione del polo Esselunga che sta sorgendo in città. Lo abbiamo fatto rilanciando la cultura in città e aprendo a nuove figure professionali quali le guide turistiche. Chi si insedia in città trova un territorio aperto, fatto di aziende, cultura, università che rende Novara la seconda piazza del Piemonte. Chi sceglie Novara per la propria impresa sceglie di sperare".

E' passata così con 18 voti a favore (tutta la maggioranza presente, n.d.r), 8 contrari (Ncd, Lega, Gruppo Misto), 1 astenuto (Silvana Moscatelli, Forza Italia) e un non partecipante al voto (Arnoldi) per motivazioni personali, il piano in merito all'area industriale di Agognate.

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