Mercatone Uno: è arrivata l'ora della chiusura?

Esattamente un mese dopo quella del Carrefour di Castelletto Ticino, lunedì 15 giugno dovrebbero chiudere le sedi di Pombia e Romagnano Sesia, ma la confusione regna sovrana. Il commento del sindacalista Testaverde

La confusione regna sovrana. Il 15 giugno i punti vendita di Mercatone Uno di Romagnano Sesia e Pombia chiuderanno definitivamente?

Lo scorso 27 maggio i negozi interessati hanno ricevuto una circolare dall'azienda bolognese che li informava dell'ormai prossima chiusura, ma il giorno seguente è arrivata la comunicazione della revoca di quanto annunciato. I circa 60 dipendenti non sanno più che fare, anche se la chiusura sembra ormai la naturale conseguenza di quanto è già in essere da mesi. I negozi non vengono riforniti da tempo e dopo le prime settimane di grande svendita di aprile, ora i centri sono vuoti sia di merce che di clienti.

I sindacati non hanno ancora ricevuto comunicazione ufficiale di un'eventuale chiusura.

"Ufficialmente l'organizzazione sindacale non ha ricevuto nulla, anche se sapevamo già che da parte dell'amministrazione straordinaria ci avrebbero comunicato la lista negozi interessati alla chiusura - spiega Alonzo Testaverde di Cgil -. In questo caso i lavoratori sarebbero messi in cassa integrazione a zero ore per tutto il periodo (massimo 270 giorni), situazione migliore rispetto alla procedura concorsuale avviata inizialmente dall'azienda. Non è stata una doccia fredda, i dipendenti già lo sapevano, venivano da una situazione in cui ad aprile dovevano chiudere, erano già preparati".

 Il 10 giugno a Trecate ci sarà un incontro con l'ufficio del personale di Mercatone nel quale si discuterà l'assetto dei 4 punti vendita presenti in provincia e la relativa organizzazione del lavoro.

"Anticipiamo che sarà aperta la cassa anche a Trecate e Caltignaga con un'integrazione del 25% a rotazione, ovvero una settimana stai a casa, 3 lavori - continua il sindacalista - per Caltignaga stiamo cercando di fare attivare lo stesso modello, ma molto dipende dall'organizzazione del lavoro dei direttori e questo negozio ha sempre dato problemi ai lavoratori".

Per ora non c'è alcuna certezza, solo tanti punti interrogativi, ma non si esclude neppure che dopo l'estate questi punti vendita possano riaprire poichè ci sono alcuni investitori esterni interessati.

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