Borgomanero: appuntamento con il cineforum

Torna l'appuntamento con il cineforum di Borgomanero. Martedì 8 gennaio sul grande schermo arriva "Gatta cenerentola"

Regia: Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone
Soggetto: ispirato alla favola di Giambattista Basile
Sceneggiatura: Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak, Dario Sansone
Musiche: Antonio Fresa, Luigi Scialdone - Canzoni di: Guappecartò, Francesco Di Bella, Virtuosi di San Martino, Daniele Sepe, Enzo Gragnianiello, Ilaria Graziano e Francesco Forni, Foja. La canzone “A chi appartieni”, musica e testi di Dario Sansone, è interpretata da Foja.
Scenografia: Barbara Ciardo, Annarita Calligaris, Antonia Emanuela Angrisani
Effetti: Mad Entertainment
Suono: Andrea Cutillo (presa diretta), Timeline Studi (montaggio, creazione suoni, mix), Giorgio Molfini (creazione suoni)
Voci: Massimiliano Gallo (Salvatore Logiusto), Maria Pia Calzone (Angelica Carannate), Alessandro Gassmann (Primo Gemito), Mariano Rigillo (Vittorio Basile), Renato Carpentieri (Commissario), Ciro Priello (Luigi), Federica Altamura (Anna), Chiara Baffi (Barbara), Francesca Romana Bergamo (Carmen & Luisa), Anna Trieste (Sofia), Gino Fastidio (James), Enzo Gragnaniello (Sciamano), Marco Mario De Notaris (Cinegiornale)
Produzione: Luciano Stella, Maria Carolina Terzi, con il contributo di Mauro Luchetti, per Mad Entertainment, con Rai Cinema, in partecipazione con Big Sur, in collaborazione con Skydancers/Tramp Ltd/ O'Groove
Distribuzione: Videa
Durata: 86'
Origine: Italia, 2017
Data uscita: 14 settembre 2017
In concorso alla 74. Mostra Internazionale d'arte Cinematografica di Venezia (2017), Sezione 'Orizzonti', ha ottenuto la menzione speciale del Premio Future Film Festival Digital Award, il Mouse d'Argento, il Premio Open e il Premio Speciale Francesco Pasinetti-SNGCI; David di Donatello 2018 per: migliore produttore, effetti digitali.

Cenerentola è cresciuta all'interno della Megaride, un'enorme nave ferma nel porto di Napoli da più di 15 anni. Suo padre, ricco armatore della nave e scienziato, è morto portando con sé nella tomba i segreti tecnologici della nave e il sogno di una rinascita del porto. La piccola vive da allora all'ombra della temibile matrigna e delle sue perfide sei figlie. La città versa ora nel degrado e affida le sue residue speranze a Salvatore Lo Giusto, detto 'o Re, un ambizioso trafficante di droga che, d'accordo con la matrigna, sfrutta l'eredità dell'ignara Cenerentola per fare del porto di Napoli una capitale del riciclaggio. La nave, infestata dai fantasmi-ologrammi di una tecnologia e di una storia dimenticate, sarà il teatro dell'intera vicenda e metterà in scena lo scontro epocale tra la miseria delle ambizioni del presente e la nobiltà degli ideali del passato. Il futuro della piccola Cenerentola e della povera città di Napoli sono legati ad uno stesso, sottilissimo, filo.
Cresciuta nella nave Megaride, Cenerentola, dopo la morte del padre - che all’imbarcazione aveva legato piani di sviluppo che coinvolgevano l’intera città di Napoli - è vittima della matrigna e delle sei sorellastre e nelle mire del malvagio Salvatore Lo Giusto, detto ‘o Re. Senza addentrarsi nel cuore della metropoli partenopea - solo intravista, battuta costantemente da una pioggia di cenere, dedalo di vicoli che si intuisce in lontananza, dai brumosi moli nei quali la malavita conduce i suoi illeciti affari - il film fa riverberare Napoli nell’avveniristica Megaride. Nave simbolicamente ferma da lustri nel porto cittadino, era stata concepita come un polo della scienza da un armatore visionario, che ha portato i suoi tecnologici segreti nella tomba. Napoli guarderebbe in avanti, insomma, punterebbe su innovazione e cultura, ma quello del riscatto è un sogno che si fa presto relitto, conservando, di quella nobile aspirazione, solo segni immateriali: gli ologrammi che vagano all’interno del natante sono immagini del passato, progetti fantasmatici, tracce di ricordi che convivono con il presente. Sono tentativi già sbiaditi di riportare a galla lo slancio di una città che troppo facilmente perde la sua memoria, i cui nobili intenti annegano spesso in ambizioni sbagliate: Napoli non conosce rivincite perché il cuore di alcuni è il calcolo di altri, perché è entusiasmo e rinuncia, luci e ombre, una realtà che inciampa in un fatalismo che confina con il disfattismo («Chi campa int’a merda accussì vo’ campà»). E se il suo re è un losco trafficante, il suo popolo è composto di figli e figliastri, ciascuno dedito alla sua personalissima lotta per sopravvivere, mentre la Cenerentola che vaga nel suo ventre è una creatura traumatizzata, ridotta a un mutismo autistico, chiusa nel suo mondo di illusioni e fantasie. È una favola noir “Gatta Cenerentola”, un’animazione in 3D concepita dai registi Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone con un linguaggio adulto, con la sfrontatezza di un manga, con un lavoro mirabile di concezione scenografica e costruzione drammaturgica (la sfumata caratterizzazione di ciascun personaggio che si rispecchia nell’attenta scelta delle voci). Un’opera in cui non ci si fa scrupolo di mostrare nudità, travestitismo, droghe o violenza, in cui al vissero felici e contenti si associa un punto interrogativo impastato di disillusione. Ed è un musical, anche (le partiture sono di Antonio Fresa e Luigi Scialdone, le canzoni, tra gli altri, di Enzo Gragnaniello). Rivendicando le sue radici partenopee, non addolcendole né edulcorandole (il dialetto, turpiloquio compreso), “Gatta Cenerentola”, ispirandosi alla fiaba contenuta in “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile (che ispirò anche l’omonimo classico teatrale di Roberto De Simone), rispetta lo spirito antico e lo proietta in un futuro possibile, affermandosi come un lavoro complesso di marca potente, un gioiello che conferma la felice stagione che sta vivendo l’animazione italiana. Una raccomandazione: non abbandonate la nave prima degli strabilianti titoli di coda.
Luca Pacilio, Film Tv

Archiviare ogni pretesa di legame con l’edulcorata fiaba disneyana desunta da di Perrault e dai fratelli Grimm è la conditio sine qua non per apprezzare appieno un prodotto filmico come “Gatta Cenerentola” di Ivan Cappiello, Dario Sansone, Marino Guarnieri e Alessandro Rak (……). Un racconto di macerie umane e architettoniche, ambientato in un futuro prossimo che riflette luci e ombre della Napoli di oggi, popolato da fantasmi olografici che rammentano continuamente ai protagonisti un passato in cui, seppur per breve tempo, una rinascita sembrava possibile.
(……) Il gusto visivo del film è suggestivo e straordinariamente coerente nel conciliare l’animazione tridimensionale con una resa finale dal sapore pittorico: il caleidoscopio di suggestioni offerte dalla Megaride, gigantesca nave su cui si svolge gran parte della vicenda di “Gatta Cenerentola”, mescola ologrammi fantascientifici, stilizzazione che ricordano Mamoru Oshii e architetture ispirate all’art déco, in un amalgama verosimile e perfettamente inserito nella Napoli cupa e decadente che l’opera si propone di dipingere.
Alessia Pelonzi, BadTaste.it

ALESSANDRO RAK, IVAN CAPPIELLO, MARINO GUARNIERI, DARIO SANSONE
Filmografia:
L’arte della felicità (2013), Gatta Cenerentola (2017)

Martedì 15 gennaio 2019:
LA STANZA DELLE MERAVIGLIE di Todd Haynes, con Julianne Moore, Oakes Fegley, Millicent Simmonds, Jaden Michael, Cory Michael Smith

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