Novara, Giornata internazionale dell'ostetrica: un convegno al Broletto

L’International Confederation of Midwives, organizzazione sovranazionale che riunisce tutte le associazioni di categoria delle Ostetriche di tutto il mondo, ha, fin dal 1992, istituito l’International Day of the Midwife il giorno 5 maggio allo scopo di sensibilizzare la popolazione sul ruolo delle ostetriche nella società. La strategia 2017-2020 è finalizzata a concentrare l’attenzione su “Qualità, equità, leadership”; il 2019 si concentrerà sul secondo di questi passi ovvero l’equità: MidwivesDefenders of Women’s Rights. Ogni giorno, in ogni angolo del mondo, le Ostetriche si adoperano per per sottrarre le donne alla cultura maschilista e aiutarle ad emanciparsi, assicurando che possano esercitare pienamente i loro diritti umani, in particolare i loro diritti alla salute riproduttiva e sessuale.

Le ostetriche continuano a vigilare sull'uguaglianza di genere e a difendere donne e ragazze attraverso la promozione del diritto alla procreazione cosciente e responsabile che consenta un pieno controllo sul proprio corpo, si attivano per contrastare le mutilazioni genitali e la violenza di genere, si impegnano a garantire cure materne rispettose, tutelando il diritto delle madri di stare insieme ai loro bambini. Si calcola che ogni anno 340mila donne e più di tre milioni di bambini, muoiano per mancanza di assistenza sanitaria. La maggior parte di queste morti sarebbe prevenibile con un’assistenza professionale ostetrica. Anche nei Paesi industrializzati, il ruolo dell’ostetrica si mantiene indispensabile in quanto essa è l’unica figura professionale in grado di assicurare assistenza sia alle madri che ai loro bambini prima e dopo la nascita, garantendo continuità assistenziale. L’Italia ha riconosciuto la necessità di offrire alle madri questa opportunità e ha stilato il documento Bro (Basso Rischio Ostetrico)1 nel quale si invitano le istituzioni sanitarie ad individuare spazi per consentire una compiuta assistenza ostetrica in autonomia. Questo modello è stato riconosciuto in molti studi come il gold standard assistenziale in grado di offrire i migliori esiti materno neonatali e migliore soddisfazione materna. Le ostetriche sono parte attiva anche nel promuovere sane relazioni affettive e nell’offrire supporto in caso di violenza di genere. I riferimenti legislativi nazionali e della Regione Piemonte individuano nelle strutture sanitarie del Consultorio e dell’Ospedale, presidi fondamentali per l’eliminazione delle forme di abuso psico-fisico verso le donne. La violenza di genere, inoltre, è causa diretta o indiretta di patologie depressive legate al percorso nascita che colpiscono dal 7 al 12% delle donne che hanno una gravidanza, patologie che hanno riflessi sulla salute dell’intera famiglia e della prole.
L’aumentata consapevolezza verso questa condizione, ha indotto il Ministero per la Salute ad emanare chiare indicazioni per la presentazione di progetti nei quali la figura dell’ostetrica assume un ruolo di prevenzione insostituibile. A questo proposito le Ostetriche sono consapevoli che un’assistenza di bassa qualità, può involontariamente tradursi in una forma di mancanza di rispetto e si impegnano per garantire all’interno delle strutture sanitarie, il recepimento delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Allo scopo di promuovere l’autonomia ostetrica nel nostro territorio e favorire la conoscenza al grande pubblico delle potenzialità intrinseche in una presenza forte delle Ostetriche nella vita sociale, l’Ordine Interprovinciale della Professione Ostetrica di Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Vercelli ha organizzato un convegno dal titolo “L’Ostetrica negli ambiti ospedaliero-territoriale e della libera professione”. Il tema della difesa dei diritti sarà analizzato tramite tre distinte tavole rotonde a partire dai diversi ambiti assistenziali presenti ad oggi nelle province afferenti all’Ordine organizzatore. La presenza delle massime autorità sanitarie, consentirà di porre le basi di un dialogo aperto che favorisca lo sviluppo di modelli assistenziali innovativi e in grado di garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle
persone assistite. Il convegno si svolgerà sabato 4 maggio alle ore 9 nella pregiata cornice della sala Arengo del Broletto di Novara.

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