Giovedì letterari in biblioteca: ad aprile si parla di storia

Si intitola "La storia siamo noi" il mese della Biblioteca Civica Negroni nel mese in cui si festeggerà la Liberazione con quattro "Giovedì letterari in biblioteca" promossi dal Centro Novarese di Studi Letterari.

Giovedì 4 aprile alle ore 18 si terranno reading e testimonianze per l’archivio di Dante Graziosi a partire dalla nuova edizione di "Una Topolino amaranto. Ricordi di un medico degli animali" (Interlinea), con un ricordo di Ezio Leonardi. Torna il libro più fortunato dello scrittore novarese, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai. Sono i ricordi di un medico degli animali che ci accompagna tra natura, tradizioni, cascinali, osterie, personaggi e storie della nostra provincia italiana negli anni a cavallo dell'ultima guerra, quando nella "terra degli aironi" la saggezza contadina insegnava: «Si può sbagliare a curare un cristiano ma gli animali no, gli animali devono guarire, non ci sono santi!». Al lettore, anche giovane, arriva l'eco della celebre canzone di Paolo Conte: «Sulla Topolino amaranto si va che è un incanto...». Con una nota di Roberto Cicala.

Dante Graziosi è nato a Granozzo nel 1915. Alla pratica letteraria è giunto nella maturità. Medico veterinario, docente universitario di Igiene e zootecnia all’università di Torino, parlamentare, fondatore dell’organizzazione novarese dei coltivatori, ha pubblicato molti saggi scientifici di zootecnia prima di dedicarsi alla narrativa. Avendo conosciuto il Palazzo, ha scelto i valori genuini e semplici delle proprie radici e li ha voluti raccontare. L’esordio letterario è avvenuto nel 1972 con La terra degli aironi, una serie di racconti in cui (come nel successivo Storie di brava gente) sul filo dei ricordi lo scrittore fa rivivere tradizioni, ambiente e personaggi di una civiltà contadina tra Sesia e Ticino ormai al tramonto. È però all’attività di medico degli animali che ha dedicato nel 1980 il suo più celebre libro, Una Topolino amaranto, lettura molto adatta anche per le scuole, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai. Nel 1987 ha pubblicato Nando dell’Andromeda, romantica saga padana che ha per protagonista un camminante, uomo libero e poeta, al tempo delle mondine, della vita sull’aia, delle prime lotte politiche nelle campagne. L’autore, scomparso nell’estate del 1992, predilige intingere il pennino nell’inchiostro della memoria, nella fedeltà alle radici che contraddistingue la sua vena letteraria, affiorante anche nelle opere postume Le vane speranze di Guido Collasio e Racconti e ricordi.

Giovedì 11 aprile alle ore 18 avrà luogo il ciclo di incontri Books in the Usa: dal libro al film a cura di Federica Rossi su "Un giorno questo dolore ti sarà utile" (Adelphi) di Peter Cameron, con spezzoni dell’adattamento cinematografico. James ha diciotto anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno; sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare senza nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine –, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio... I puntini di sospensione sono un espediente abusato, ma in questo caso procedere oltre farebbe torto a uno dei pochi scrittori sulla scena che, come sa bene chi ha amato Quella sera dorata, chiedono solo di essere letti. Anticipare le avventure e i pensieri di James rischierebbe di mettere in ombra la singolare grazia che pervade questo libro, e da cui ci si lascia avvolgere molto prima di riconoscere, nella sua ironia inquieta e malinconica, qualcosa che pochi sanno raccontare: l’aria del tempo.

Peter Cameron è uno scrittore statunitense. Si è laureato all'Hamilton College di New York nel 1982 in letteratura inglese. Ha venduto il suo primo racconto al “The New Yorker” nel 1983 dove ha successivamente pubblicato numerose altre storie. Il suo primo romanzo è stato una raccolta di racconti, da titolo In un modo o nell'altro, pubblicato da Harper & Row nel 1986 (in Italia da Rizzoli). Il suo secondo romanzo The Weekend, è stato pubblicato nel 1994 da Farrar, Straus & Giroux, che ha anche pubblicato Andorra, nel 1997, e Quella sera dorata nel 2002. Ha pubblicato anche Paura della matematica (2008), Coral Glynn (2012) e Gli inconvenienti della vita (2018). La trasposizione cinematografica del 2011 è diretta da Roberto Faenza. Il film è una co-produzione tra Italia e Stati Uniti, prodotto da Jean Vigo Italia con la collaborazione di Rai Cinema e ha ottenuto il sostegno di Bnl - Gruppo BNP Paribas e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La colonna sonora, composta da Andrea Guerra, è stata pubblicata il 24 gennaio 2012 in digitale e il 31 in Cd. Contiene cinque brani eseguiti da Elisa con testi di Michele Von Buren, già collaboratrice di Guerra per altre colonne sonore.

Giovedì 18 aprile alle ore 16 si terrà il libroforum a cura di Maria Adele Garavaglia su "Leone Ossola. Il vescovo della liberazione" (Interlinea) con don Mario Perotti e la presentazione di Gianfranco Paracchini. Giacomo Leone Ossola guidò la diocesi di Novara negli anni più duri della seconda guerra mondiale, quando i movimenti di opposizione al fascismo intrapresero, nel Novarese come in altre parti d'Italia, la lotta armata contro le truppe d'occupazione tedesche e le milizie della Repubblica Sociale Italiana. Il 26 aprile 1945 Ossola, confermando notevoli doti di equilibrio e di equanimità, negoziò con le formazioni partigiane la resa di tedeschi e fascisti e scongiurò così il bombardamento della città minacciato dagli Alleati. Il libro, che illustra la posizione del vescovo anche nelle complicate vicende dell'immediato dopoguerra, riportando lunghi stralci dai Diari inediti, completa il suo racconto con un'ampia galleria di immagini fotografiche.

Mario Perotti, nato a Ghemme nel 1937, ordinato prete nel 1961, licenziato in Teologia nel 1964, abilitato all'insegnamento di Storia e Filosofia, dal 1976 al 2008 è stato dirigente scolastico del liceo paritario San Gaudenzio, con sede nel seminario vescovile. Ha insegnato storia e storia dell'arte e attualmente è docente di Storia della chiesa nella facoltà teologica dell'Italia settentrionale, sezione di Novara. Dal 1998 è direttore dell'Archivio storico diocesano e dell'Archivio capitolare di San Maria di Novara. I suoi interessi e i contributi riguardano prevalentemente figure e momenti della storia della chiesa locale e alcune espressioni artistiche del territorio. Dal 1967 fa parte della redazione della rivista “Novarien”.

Si chiude nella stessa giornata, alle ore 18, con gli sconfinamenti tra storia e letteratura a cura di Anna Cardano su "Hotel Silence di Audur Ava Ólafsdóttir" (Einaudi). Jónas ha quarantanove anni e un talento speciale per riparare le cose. La sua vita, però, non è facile da sistemare. Ha appena divorziato, la sua ex moglie gli ha rivelato che la loro amatissima figlia in realtà non è sua, e sua madre è smarrita nelle nebbie della demenza. Tutti i suoi punti di riferimento sono svaniti all'improvviso e Jónas non sa più chi è. Nemmeno il ritrovamento dei suoi diari di gioventù, pieni di appunti su formazioni nuvolose, corpi celesti e corpi di ragazze, lo aiuta. Quel giovane che era oggi gli appare come un estraneo, tutta la sua esistenza una menzogna. Comincia a pensare al suicidio, studiando attentamente tutti i possibili sistemi e tutte le variabili, da uomo pratico qual è. Non vuole però che sia sua figlia a trovare il suo corpo, e decide di andare a morire all'estero. La scelta ricade su un paese appena uscito da una terribile guerra civile e ancora disseminato di edifici distrutti e mine antiuomo. Jónas prende una stanza nel remoto Hotel Silence, dove sbarca con un solo cambio di vestiti e la sua irrinunciabile cassetta degli attrezzi. Ma l'incontro con le persone del posto e le loro ferite, in particolare con i due giovanissimi gestori dell'albergo, un fratello e una sorella sopravvissuti alla distruzione, e con il silenzioso bambino di lei, fa slittare il suo progetto giorno dopo giorno... Audur Ólafsdóttir ha scritto il suo romanzo più bello, il più essenziale, tenero e ironico. Un libro che è un segno di pace, una stretta di mano laica che ci riavvicina a quanto di umano dentro di noi resiste agli orrori del mondo.

Audur Ava Ólafsdóttir, nata a Reykjavik nel 1958, ha insegnato Storia dell'arte ed è stata direttrice del Museo dell'Università d'Islanda. In Italia ha pubblicato Rosa Candida (Einaudi), La donna è un'isola (Einaudi), L'eccezione (Einaudi) e Il rosso vivo del rabarbaro (Einaudi). Rosa candida è stato finalista al Prix Fémina e ha vinto il Gran Prix des lectrices de Elle, il Prix Page des Libraires 2010, il Prix des libraires du Québec e il Prix des Amis du Scribe 2011. Hotel Silence (Einaudi) ha vinto l'Icelandic Literature Prize ed è stato eletto Libro dell'anno 2016 dai librai islandesi.

I "Giovedì letterari in biblioteca" sono organizzati dal Centro Novarese di Studi Letterari, in collaborazione con l’Istituto Storico Fornara, con il patrocinio del Comune di Novara e della Regione Piemonte e con il supporto della Fondazione della Comunità del Novarese. 

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