"Pagine di memoria" in biblioteca per inaugurare il nuovo anno

"Pagine di memoria" si intitola il mese della biblioteca civica Negroni dedicato alla memoria per i "Giovedì letterari in biblioteca", promossi dal Centro Novarese di Studi Letterari.

Si inizia giovedì 10 gennaio alle ore 18, in corso Cavallotti 6, con un ricordo letterario di Fabrizio De André tra musica e letture con Giovanni Cerutti, storico ed esperto di canzone d’autore, a partire dal libro De André il corsaro edito da Interlinea con testi di Fernanda Pivano, Michele Serra e Cesare Romana. Come scrive la Pivano nel libro, «Fabrizio De André scelse di percorrere per farsi poeta dei diseredati, puro anarchico, perché l’anarchico deve cominciare con l’essere buono: ecco queste illusioni molto ottocentesche di credere ancora che c’è qualcuno buono... Fabrizio era un buono, accidenti se era buono».

L’incontro ha un taglio molto letterario e non mancherà un accenno al rapporto tra De André e Bob Dylan. Come precisa Cerutti, «l’idea di dedicare uno spazio di riflessione all’opera di Fabrizio De André nasce da un nucleo emotivo non di nostalgia, ma di gratitudine. Se riusciamo ad attraversare la vita con un poco più di consapevolezza della condizione umana lo dobbiamo anche al suo lavoro. Il rigore e la tenacia con cui ha saputo imporre al mondo della canzone le sue scelte gli hanno permesso di portare la forma canzone a livelli artistici impensabili nel mondo dell’industria discografica. Credo che nel raggiungere questi risultati il senso della dignità artistica del proprio lavoro e la capacità di imporla non siano stati meno importanti dello straordinario talento nello scrivere canzoni».

Giovedì 17 gennaio alle ore 16 si tiene il libroforum a cura di Giovanni Ibertis su Alla scuola della pace. Educare i bambini in un mondo globale (San Paolo) con Mario Armanni. Dal Salvador al Malawi, passando per Buenos Aires fino a Napoli, questo libro ripercorre la storia dell’amicizia tra tanti giovani e i bambini, attraverso l’esperienza delle Scuole della Pace della Comunità di Sant’Egidio, presenti in oltre settanta Paesi. Ne descrive l’azione nelle periferie umane ed esistenziali del mondo globale e si sofferma sul loro particolare metodo educativo, disegnando un itinerario che può essere di aiuto e riflessione per genitori, maestri, educatori, insegnanti e quanti si trovano accanto ai bambini a diverso titolo. Un libro per ascoltare la voce di migliaia di bambini del mondo. Le loro domande, i desideri, le scoperte, la voglia di futuro. Uno strumento per dare risposte e ricevere un messaggio. La cultura del dialogo e dell’incontro è necessaria; educare alla pace costituisce un grande investimento sul futuro, perché imparare a vivere insieme, in pace, sugli orizzonti del mondo è un processo lungo e impegnativo.

La Comunità di Sant’Egidio è un movimento laicale di ispirazione cristiana cattolica, dedito alla preghiera e alla comunicazione del Vangelo, che si definisce come «associazione pubblica di laici della Chiesa».

La giornata prosegue alle ore 18 con gli sconfinamenti a cura di Anna Cardano su Non luogo a procedere di Claudio Magris (Garzanti). Una guerra universale, rossa di sangue, nera come le stive delle navi negriere, cupa come il mare che inghiotte tesori e destini, grigia come il fumo dei corpi bruciati nel forno crematorio della Risiera di San Sabba, bianca come la calce che copre il sepolcro. Non luogo a procedere è la storia di un grottesco museo della guerra per l’avvento della pace, delle sue sale e delle sue armi, ognuna delle quali racconta vicende di passione e delirio; è la storia dell’uomo che sacrifica la vita alla sua maniacale costruzione, per riscattarsi alla fine nell’accanita ricerca di un’orribile verità soppressa; è la storia di una donna, Luisa, erede dell’esilio ebraico e della schiavitù dei neri. Con una narrazione totale e frantumata, precisa e insieme visionaria, Magris scava con ferocia nell’inferno spietato delle nostre colpe, e racconta l’epos travolgente di tragedie e silenzi dell’amore e dell’orrore.

Claudio Magris è scrittore, germanista e senatore (nella XII Legislatura) italiano. Ha insegnato letteratura tedesca prima presso l’università di Torino, poi presso quella di Trieste. Impostosi giovanissimo all’attenzione della critica, è stato fra i primi a rivalutare il filone letterario di matrice ebraica all’interno della letteratura mitteleuropea. Danubio (1986), forse il suo capolavoro, lo consacra come uno dei massimi scrittori italiani contemporanei. Con questo libro vince il premio Bagutta nel 1986 e successivamente il premio Strega nel 1997 con il romanzo Microcosmi e il premio Principe delle Asturie nel 2004 nella sezione Letteratura e nel 1999 gli vengono assegnati il premio Chiara alla carriera e il premio letterario Giuseppe Acerbi, premio speciale per la saggistica. Scrive per il “Corriere della Sera”. Magris è anche autore di teatro. Nel 2016 a Praga ha ricevuto il premio Kafka dalla commissione designata dalla Franz Kafka Society, dedicato agli autori tradotti in ceco.

Giovedì 24 gennaio alle ore 18 Giovanni Tesio presenta Nell’abisso del lager. Voci poetiche sulla Shoah: un’antologia (Interlinea) con reading di Ezio Ferraris. «Dopo Auschwitz scrivere ancora poesie è barbaro» è la frase del filosofo Adorno che ha suscitato tante polemiche ma anche stimolato a riscoprire le voci poetiche più intense della Shoah, per la prima volta riunite in un’antologia internazionale. Emerge soprattutto il loro valore di testimonianza, di presa diretta e di riflessione, che non attenua l’importanza anche estetica dei testi di Paul Celan o Nelly Sachs, di Dietrich Bonhoeffer o Mario Luzi, fino ad Antonella Anedda ed Erri de Luca. Un libro che scuote le coscienze con la forza della poesia: per non dimenticare che, come ha scritto Primo Levi nella Tregua, «guerra è sempre».

Giovanni Tesio ha pubblicato alcuni volumi di saggi, una biografia di Augusto Monti, una monografia su Piero Chiara, molte antologie. Ha curato per Einaudi la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri; più recentemente la conversazione con Primo Levi, Io che vi parlo, e più recentemente ancora, presso Interlinea, un altro volume di considerazioni su vita e opera di Levi, Primo Levi. Ancora qualcosa da dire. È stato per trentacinque anni collaboratore della “Stampa”, al cui inserto, “Torinosette”, collabora tuttora. Di quest’anno, uscito presso Lindau, il suo primo libro narrativo, Gli zoccoli nell’erba pesante.

Giovedì 31 gennaio alle ore 18, infine, Giannino Piana presenta Scalfaro dalla Costituente al Quirinale. Cinquant’anni di storia italiana con Giovanni Cerutti e un saluto di Paolo Cattaneo. A moderare Francesco Moscatelli.

I "Giovedì letterari in biblioteca" sono organizzati dal Centro Novarese di Studi Letterari in collaborazione con l’Istituto Storico Fornara con il patrocinio del Comune di Novara e della Regione Piemonte con il supporto della Fondazione della Comunità del Novarese. 

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