Coccia: in scena "Il Barbiere di Siviglia" di Rossini

Sabato 14 novembre alle 20,30 e domenica 15 alle 16 per il cartellone Opera e Balletto al Teatro Coccia va in scena "Il Barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini, diretto dal Maestro Nicola Paszkowski, per la regia di Alessio Pizzech.

L’opera è coprodotta da Fondazione Teatro Coccia con Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, Azienda Teatro del Giglio di Lucca e Fondazione Teatro Verdi di Pisa.

Biglietti da 32 a 62 euro.

L'OPERA
Atto primo: Il conte d’Almaviva intona una serenata al balcone della bella Rosina la quale tuttavia non si degna di rispondere. Quando sopraggiunge Figaro, furbo barbiere, lo convince ad aiutarlo nel suo tentativo di conquistare la donna. Dietro consiglio di Figaro, il conte dovrà travestirsi da soldato e ottenere alloggio presso Don Bartolo, tutore della ragazza e intenzionato a sposarla. Almaviva, facendosi passare per un certo Lindoro canta un’altra serenata al balcone della fanciulla che, questa volta, risponde e anzi sente in cuor suo un’attrazione per lo sconosciuto e consegna a Figaro un biglietto per Lindoro. Entra in scena il maestro di musica, Don Basilio che rivela a Don Bartolo la presenza in città del conte d’Almaviva; il vecchio tutore, temendo che il conte possa esercitare il suo fascino sulla ragazza, decide di stendere subito il contratto di nozze. Accortosi poi che manca il foglio dalla scrivania, le fa una scenata. Entra il conte, fingendosi ubriaco e travestito da soldato, chiedendo ospitalità. Don Bartolo rifiuta e invoca il soccorso di un ufficiale il quale, riconosciuto in Lindoro nientemeno che il conte d’Almaviva, si allontana ossequioso (e con lui i soldati), suscitando lo stupore dei presenti.

Atto secondo: Si presenta a Don Bartolo un certo Don Alonzo, dicendo di essere allievo di Don Basilio, ammalato, e venuto a sostituirlo nella lezione di musica. Il tutore non si fida; soltanto quando Don Alonzo (si tratta in realtà del conte travestito) gli mostra un biglietto di Rosina intercettato e diretto ad Almaviva, Don Bartolo si convince. Ha inizio la finta lezione di musica durante la quale Rosina e Lindoro si accordano per fuggire insieme, disturbata solo dall’imprevisto arrivo di Don Basilio, subito allontanato grazie ad una cospicua somma di denaro. Don Bartolo vuole celebrare le nozze la sera stessa, fa convocare il notaio e convince Rosina che Lindoro non l’ama ma vuole solo il tramite per darla nelle mani del potente conte di Almaviva. Rosina si chiude in camera in attesa delle nozze, decisa a sposare il tutore. Nella stanza riescono a penetrare Figaro e Lindoro, che rivelano alla fanciulla la verità. Pronti a fuggire, i tre scoprono che la scala che doveva servire alla fuga è stata sottratta. Quando entra in scena Don Basilio col notaio preposto alla celebrazione delle nozze, l’astuto Figaro fa credere allo stesso notaio che i nubendi siano Almaviva e Rosina: viene così celebrato il rito nuziale fra i due; a Don Bartolo, disperato perché ormai non c’è più nulla da fare, il Conte, con generosità, decide di lasciare in regalo la dote di Rosina.

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