In montagna senza sci: Legambiente rilancia la campagna "Nevediversa"

L'associazione ambientalista invita a praticare un turismo slow in montagna: "questo fine settimana lascia a casa gli sci e porta le ciaspole"

Immagine di repertorio

Un weekend in montagna senza gli sci per per sperimentare tutto quello che si può fare senza usare gli impianti di risalita. E' l'obiettivo della campagna di Legambiente "Nevediversa", che che ogni anno porta una maggiore consapevolezza dell'impatto ambientale che attività come lo sci alpino o l'eliski, purtroppo di gran moda, impongono sul fragile e delicato ecosistema montano.

Per sabato 25 e domenica 26 febbraio, infatti, l'associazione ambientalista suggerisce ai turisti della montagna di lasciare a casa gli sci e di portare con sè le ciaspole, riscoprire un turismo slow nel rispetto della natura. Un turismo fatto di ciaspolate, passeggiate con scarponi o sci di fondo, trekking fotografici, l'osservazione del cielo invernale nelle escursioni notturne, tour enogastronomici per assaggiare le prelibatezze locali.

Il messaggio che Legambiente vuole lanciare con questa campagna è quello della necessità di affermare una nuova visione di turismo invernale in quota, in coerenza con i tempi che cambiano: "I mutamenti climatici in atto - spiegano da Legambiente - ci impongono la ricerca di soluzioni meno energivore agli impianti di risalita, la neve artificiale, il cemento che consuma pericolosamete il suolo. Ma c'è di più. Il territorio alpino per sua specificità, reagisce con estrema sensibilità al mutamento del clima. Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi: più del doppio della media globale dell'intero pianeta. Anche il recente Rapporto 2017 dell'Agenzia Europea per l'Ambiente sottolinea come gli impatti dei mutamenti climatici saranno particolarmente rilevanti nella regione alpina. Questa particolare reattività della natura rende ancora più urgente costruire strategie di adattamento che se ben costruite potrebbero rappresentare un modello di futuro e nuove opportunità per i territori montani. Sviluppo sostenibile e turismo slow non ci faranno sentire la mancanza della neve artificiale".

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