Strage di Meina, polemiche per il consigliere che ha aderito a gruppi di estrema destra alla commemorazione

De Grandis era presente in rappresentanza della Provincia

De grandis con la fascia blu della Provincia alla commemorazione

"Grave inviare De Grandis a commemorare la strage di Meina. Il centrosinistra chiede scuse pubbliche da Binatti". Così scrive il gruppo consiliare “La Provincia in Comune” in un comunicato pubblico.

La commemorazione e i trascorsi di De Grandis

La polemica nasce dopo che il consigliere Ivan De Grandis ha partecipato alle commemorazioni della strage nazi-fascista avvenuta sul Lago Maggiore nel 1943. "Convinto militante di Fratelli d’Italia, un partito che conserva orgogliosamente nel proprio logo il simbolo che rappresenta la continuità ideale con un partito (il MSI) che è stato fondato dai reduci di Salò, autori ed esecutori delle leggi raziali - scrive il gruppo di centrosinistra - De Grandis ha rappresentato quella Provincia che, con il sacrificio di tante vittime, ha dato un contributo fondamentale alla lotta per la Liberazione. Ma forse lui conserva una “punta” di nostalgia per i carnefici. In anni non lontani De Grandis ha cercato insieme al padre fortuna politica in diversi piccoli Comuni tra Novarese e Vercellese. Nel 2010 a Vinzaglio ha aderito ad un gruppo di estrema destra, il “Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale” vestendo la camicia ocra della “Guardia Nazionale Italiana”, apparato del partito che si propone di vigilare in camicia, pantaloni neri, stemma tricolore e aquila con la scritta Spqr".

"Parole e fatti - prosegue "La Provincia in Comune" - che a parer nostro si commentano da soli, ma che meriterebbero una presa di posizione chiara anche del Presidente della Provincia, Federico Binatti (Fratelli d’Italia) e della maggioranza di centrodestra che lo sostiene in Consiglio provinciale, certamente informati dei trascorsi estremi di De Grandis, ma felici di vederlo a Meina. E’ il momento per Binatti di venire definitivamente allo scoperto e di prendere posizioni chiare in tema di antifascismo, chiedendo scusa per l’ennesima brutta figura istituzionale".

La replica "Fatti di otto anni fa"

"L’attacco del Pd a Ivan De Grandis è la prova provata che di democratico quel partito ha solo l’aggettivo nel suo simbolo" replica Gaetano Nastri (Fratelli d’Italia). "Il Pd fa riferimento a eventi di otto anni fa – aggiunge Nastri – e pretende che per quelle prese di posizione e quelle parole, legittimamente espresse visto che non hanno violato alcuna norma, non possa partecipare a eventi che hanno a che fare con il periodo fascista. E’ come se noi definissimo “nipotini di Stalin” gli esponenti del Pd e ci indignassimo se qualcuno di loro partecipasse alla commemorazione per gli eccidi delle foibe: cosa che non abbiamo mai fatto perché riteniamo che in un paese democratico come il nostro tutti abbiano il diritto di manifestare le loro opinioni".

"De Grandis - commenta il senatore – non ha mai espresso posizioni filo-fasciste, anti-democratiche, non ha mai approvato le leggi razziali o condiviso le scellerate azioni dei nazi-fascisti che hanno portato a stragi come quelle di Meina, e allora che cosa vuole il Pd? A questo punto – conclude Nastri – siamo noi di Fratelli d’Italia a pretendere le scuse del gruppo consiliare in Provincia che fa riferimento al Pd e al suo segretario provinciale nei confronti del nostro partito e di Ivan De Grandis".

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