Elezioni 2013: i candidati novaresi del Pd incontrano Matteo Orfini

"Perché investire in cultura" era il tema del confronto che si è svolto nel pomeriggio di ieri, lunedì 4 febbraio, a Novara. Ospite d'eccezione, il responsabile nazionale competente del Partito Democratico

Ieri pomeriggio, lunedì 4 febbraio, Matteo Orfini, ha incontrato i candidati novaresi del Partito Democratico alle prossime elezioni politiche.

Il responsabile Cultura e Informazione della segreteria nazionale del Pd ha discusso sul tema "Perchè investire in cultura". L’incontro, aperto al pubblico, si è svolto al termine della visita del Broletto e della Galleria Giannoni.

"Due luoghi simbolo - ha spiegato la candidata al Senato Elena Ferrara - della valorizzazione del patrimonio; percorsi virtuosi, che consentono di programmare, in prospettiva, e salvaguardare un comparto importante anche sotto il profilo occupazionale. Chi opera nell’Arte e nella Cultura non può essere classificato come semplice volontario, ma va tutelato come il resto dei lavoratori".

Matteo Orfini è stato accompagnato dagli assessori comunali alla Cultura, Paola Turchelli, e al Commercio, Sara Paladini. Presente anche il consigliere regionale Giuliana Manica. All'incontro è intervenuto anche il sindaco di Novara Andrea Ballarè.

"Facendo leva su elementi anticiclici, troppo spesso dimenticati, quali scuola e ricerca - ha sottolineato Matteo Orfini - possiamo ridare slancio al Paese: l’impegno del Partito Democratico è quello di rimetterli tra i primi posti dell’agenda politica".

"L'agire della nostra amministrazione - ha commentato a riguardo il primo cittadino novarese - testimonia l’intenzione concreta di puntare sul settore cultura. Un investimento ad alto rendimento: costa meno di un F-35, ma assicura più posti di lavoro e concrete ricadute per il territorio, a partire dagli effetti positivi che i grandi appuntamenti organizzati a Novara generano per albergatori, commercianti e ristoratori".

"Intercettare più fondi Europei, aumentare le risorse e ridurre gli sprechi; un’inversione di tendenza - ha proseguito Orfini - rispetto agli ultimi anni, partendo dal presupposto che i soldi per la cultura non sono spesi, ma investiti".

Un deciso cambio di rotta come testimonia la senatrice Franca Biondelli, candidata alla Camera per la prossima legislatura, che ha rimarcato "l’interesse nullo negli ultimi anni da parte del Governo e della maggioranza di centrodestra; nemmeno una parola spesa in aula, ma solo leggi ad personam e vergognose diatribe sull’origine di una ragazza minorenne".

La presenza in sala di Giuliana Manica, consigliere regionale, ha consentito ai relatori di ricordare il diverso approccio alla cultura tra la Giunta Bresso e quella Cota. Un oblio inaccettabile per Fabrizio Barini, candidato alla Camera: "Non stiamo parlando di mecenatismo - ha chiarito Barini - ma di un sistema in grado di generare ricchezza e opportunità. La 'beauty economy' non è un miraggio, lo dimostreremo una volta al Governo".

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