Forza Italia: "Novara, una città che fu ricca"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

Che la crisi economica avesse colpito Novara con particolare forza ce n’eravamo accorti tutti anche senza dover aspettare la certificazione di uno dei più importanti quotidiani economici italiani.

L’economia cittadina ha avuto un lento ed inesorabile declino soprattutto negli ultimi quindici anni. La perdita di posti di lavoro e la conseguente ridotta capacità reddituale delle famiglie sta mettendo in ginocchio la nostra città.

Se dovessi essere interrogato su quale sia il settore la cui crisi è stata determinante per portarci allo stato attuale risponderei senza dubbio l’edilizia. A mio giudizio la crisi è partita da lì.

Le più importanti imprese edili operanti nel pubblico della zona, che garantivano un indotto occupazionale molto elevato, sono andate via via cessando l’attività.

Le ragioni sono molteplici ma sostanzialmente dipendono in gran parte dalla legge sugli appalti con il maggior ribasso, che hanno falsato la concorrenza nei lavori pubblici in modo notevole, facendo lavorare spesso e volentieri le nostre imprese in perdita oppure vedendole soccombenti rispetto ad imprese provenienti da lontano che riuscivano (e chissà come?) a fare gli stessi lavori con offerte molto più basse.

Non è andata meglio neanche per l’edilizia privata che ha visto precipitare la domanda di immobili in ragione della stretta sui finanziamenti delle banche ai privati e del numero sempre minore di chi avesse le disponibilità economiche per poter acquistare una casa di proprietà oppure accedere ad un mutuo.

A queste sintetiche osservazioni si deve anche aggiungere il fatto che oggi l’immobile non è più percepito come un bene di investimento in quanto il livello di tassazione è estremamente alto e disincentivante. Il crollo dell’edilizia ha tirato dietro di sè anche quello di tutto l’indotto e l’emorragia di posti di lavoro è stata notevolissima.

In un recente convegno sul "rent to buy" alla presenza di numerosi agenti immobiliari della provincia si è potuto percepire con mano l’estrema difficoltà che sta attraversando il settore.

Ferma l’edilizia è fermo uno dei più importanti motori occupazionali e forse il fondamentale. Che responsabilità ha la politica in questa crisi anche cittadina ? Certamente non si può dire che lo stato delle cose dipenda dalla sola politica ma sicuramente la politica può fare la sua parte.

Leggiamo la storia. L’anno più nero per l’economia degli Stati uniti fu il 1929. In quello stesso anno  il 24 settembre fu iniziata l’edificazione dell’Empire State Building che venne completato ed inaugurato il 1 maggio 1931. In meno di due anni venne costruito uno dei simboli degli Stati Uniti. Ci lavorarono 3400 operai. Un Paese doveva dimostrare di esserci durante uno dei suoi momenti di peggior crisi. E così fu. Oggi Novara ha due grandi occasioni per ripartire: la Città della Salute ed Expo 2015.

Per la Città della Salute giungono voci discordanti da parte del presidente della Regione (Chiamparino PD), il quale afferma che mancano i fondi per la sua realizzazione, e da parte del Sindaco (Ballarè PD), il quale afferma al contrario che si farà. Speriamo abbia ragione il sindaco…

Per Expo 2015 non ho percepito iniziative di rilievo e mentre la vicina Lombardia si sta adoperando con tutti mezzi disponibili il Piemonte sonnecchia e a Novara non si muove una foglia.

Rimane aperto in me un interrogativo: e se avesse avuto ragione chi sosteneva che sarebbe stato più opportuno ridisegnare le carte geografiche e fare un referendum popolare per annettere la Provincia di Novara alla Lombardia abbandonando un Piemonte che non sa che esistiamo?


Antonio Pedrazzoli e Gerry Murante
Consiglieri Comune di Novara

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