Smog: il Piemonte adotta il piano regionale per la qualità dell'aria

Il Piano indica le azioni politiche da perseguire per quanto riguarda l'agricoltura, i trasporti, l'energia e l'industria, ad oggi i comparti tra i maggiori responsabili dell'inquinamento atmosferico

Immagine di repertorio

Contrastare l’inquinamento atmosferico in tutto il territorio regionale e rientrare nei valori-limite stabiliti dalla legge nel più breve tempo possibile, attraverso oltre 40 azioni e misure che investono gli ambiti della mobilità e dei trasporti, dell’energia, dell’industria e dell’agricoltura.

È questo l’obiettivo del piano regionale per la qualità dell’aria, adottato ieri, lunedì 5 giugno, dalla Giunta della Regione Piemonte. Il provvedimento passa adesso al vaglio delle commissioni consiliari competenti e del Consiglio per l’approvazione definitiva.

Giunge così a compimento un lavoro iniziato nel 2015, frutto del confronto scaturito dai tavoli tecnici gestiti dalla Direzione Ambiente, governo e tutela del territorio della Regione Piemonte, cui hanno preso parte tutte le direzioni regionali e l’Arpa Piemonte, che ha realizzato gli scenari emissivi. Un approccio allargato alla condivisione dei problemi e delle decisioni che è stato seguito anche attraverso la consultazione on-line dei cittadini piemontesi, cui è stato sottoposto, sempre nel 2015, un questionario sulla qualità dell’aria. Da questo percorso di democrazia partecipata sono scaturite le conclusioni contenute nel Piano, racchiuse nei dieci capitoli del documento di programmazione.

La base di partenza è l’analisi delle caratteristiche meteo-climatiche del Piemonte, fortemente condizionate dal posizionamento geografico e dalla conformazione topografica dell’area, inserita alla testata del bacino orografico padano e chiusa su tre lati dai rilievi alpini. Questa conformazione particolare "a catino", contribuisce a rendere più difficile il rimescolamento e il ricambio dell’aria, in particolare nei bassi strati, influenzando direttamente ed indirettamente il trasporto, la dispersione e la deposizione al suolo di gas e aerosol presenti in atmosfera, determinando, in autunno ed in inverno, frequenti periodi di stagnazione nelle zone pianeggianti della regione.

La metodologia utilizzata prevede la realizzazione di uno scenario di riferimento a legislazione corrente su cui calare uno scenario futuro al 2030, con l’inserimento delle misure che verranno prese per ridurre le emissioni in atmosfera e verificare, mediante l’uso di modelli tridimensionali di diffusione e trasporto in atmosfera degli inquinanti, la possibilità di rientrare nei limiti di legge posti a tutela della salute dei cittadini.

L’applicazione del Piano prevede una consistente e diffusa riduzione delle concentrazioni degli inquinanti, che si collocano ampiamente al di sotto dei valori limite previsti dalla normativa. Fanno eccezione alcune aree dell’agglomerato di Torino, nelle quali il valore del biossido di azoto supera la soglia di attenzione. Per la situazione dello scenario di piano al 2030, si registra un generale rispetto dei valori limite per gli inquinanti particolato PM10, particolato PM2,5 e biossido di azoto (NO2) su tutti i comuni della regione.

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