Addio alla storica sede del Pci novarese

Carlo Migliavacca, cittadino novarese, commenta vendita della sede storica dell’attuale Pd novarese: "Anche l’ultimo anello che univa la storia della Sinistra novarese è stato tranciato di netto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

Il Pd novarese vende la storica sede di via Tornielli.

E fu così che anche l’ultimo anello che univa la storia della Sinistra novarese è stato tranciato di netto! Mi riferisco a quella storia che hanno costruito, con tanta fatica e tanti sacrifici, i nostri padri e tutti coloro che avevano a cuore quegli ideali propri di una Sinistra italiana che è passata dalle lotte agrarie all’antifascismo, dalla Resistenza alla Repubblica e alla Costituzione.

La mia generazione non ha vissuto direttamente quei tragici e quanto gloriosi periodi, ma ha potuto conoscere tante di quelle persone che l’hanno vissuta direttamente e dalla loro viva voce ne ha sentito raccontare le vicende. Uno per tutti, come esempio, è Gaudenzio Bigliani, capo-popolo della "Battaglia di Lumellogno" del 1922; fino alla sua morte si è dedicato al Pci e si è sempre speso per fare sì che fosse nella condizione di avere una degna "casa", sia a livello provinciale che cittadino, dove potersi ritrovare per organizzare le campagne elettorali, dibattere i problemi e fornire i servizi al popolo.

Quanti sacrifici e quanto entusiasmo, quante gioie e quante delusioni! Eppure, quando il partito chiamava... la presenza e la partecipazione non sono mai mancate: anche in termini economici. Io sono cresciuto, pur non essendo mai stato "compagno", con queste persone e posso affermare che mi hanno trasmesso quella voglia di lottare sempre, senza mai lasciarmi prendere dallo sconforto. Ricordo benissimo quando organizzavano i mitici "Festival dell’Unità", che duravano una settimana intera, e che vedevano la partecipazione entusiasta di migliaia di cittadini, perché era quello il modo per finanziare l’attività del partito; ricordo quando alla domenica giravano in tutte le case per vendere il giornale di partito: l’Unità. Ogni occasione, poi, era buona per dialogare con la gente, ascoltare i loro problemi e farsi interpreti presso i politici, ad ogni livello.

Ora, invece... per fortuna che molti di questi "pionieri" non sono più qui a vedere quanto sta succedendo, a vedere come certi personaggi hanno distrutto tutto il loro lavoro, arrivando a vendere anche la loro sede storica del vecchio Pci, poi trasformatosi in Pds, in Ds e, da ultimo, in Pd.

Ora ti vengono a dire, per giustificare la vendita, che la nuova sede di via Alcarotti "apre le porte ai cittadini, che è raggiungibile in una zona senza parcheggio a pagamento, che l’operazione è vantaggiosa... anche sul fronte della sostenibilità economica". Mah! Mi sa tanto che siano giustificazioni prive di dignità e di rispetto: non per chi è ancora qui ad assistere alla vendita, ma per tutti coloro i quali hanno voluto e costruito, mi sia concesso di chiamarla così, la storica "Casa del Popolo" novarese.

Mi viene spontanea una domanda: chissà se riusciranno ancora a riposare in pace!?

Carlo Migliavacca

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