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Abbattimento alberi al Parco dei Bambini - Novara

Gentile Direttore, l’altro giorno sono passata al Parco dei Bambini di Novara e ho notato che avevano tagliato diversi alberi maestosi, che non erano affatto ammalati. Il “cuore verde” di Novara, così viene definito questo Parco nel manifesto che illustra il progetto delle sue “migliorie”, è stato brutalmente ferito, peraltro senza avvertire la cittadinanza. Infatti in quel manifesto, affisso alle entrate del Parco, non si fa alcun accenno all'abbattimento di alberi. Nessun avviso alla cittadinanza. E l’abbattimento è avvenuto alla chetichella in agosto. Possibile che per “migliorare” un Parco per Bambini, cuore verde della città, si debbano distruggere alberi bellissimi? Si poteva benissimo evitare! Il cuore verde di Novara dunque ha subito diverse ferite, non solo in senso reale ma anche metaforico. Constato che in questa città si abbattono gli alberi antichi o comunque vecchi con molta leggerezza, sovente sulla base di labilissime motivazioni che sembrano scuse, più che verità. Ricordo, per fare solo un esempio, l’abbattimento qualche anno fa di splendidi sanissime magnolie antiche nei giardini del Liceo delle Scienze Umane “Contessa Tornielli Bellini”, avvenuto a causa di una ristrutturazione che avrebbe dovuto invece, modernamente, proprio tener conto della presenza di tali magnifici esemplari. Si ha l’impressione che la paura di temporali e fulmini prevalga sul buon senso e sull’intelligenza, e si inseguano queste paure assumendo soluzioni drastiche e irreversibili, i cui brutti risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nel caso un abbattimento fosse davvero necessario, la cittadinanza andrebbe preventivamente informata e non sbrigativamente ma fornendo le analisi dettagliate e precise che ne giustificano seriamente le ragioni. La cittadinanza andrebbe addirittura consultata. Inoltre, solo nei migliori dei casi, al posto degli alberi abbattuti se ne piantano di nuovi. Peraltro chi ci garantisce che questi giovani esemplari avranno la lunga vita dei vecchi predecessori, che hanno sopportato traversie e intemperie, e sono vissuti in epoche in cui l’inquinamento non era ai livelli di oggi, il corso delle stagioni era regolare e non esisteva il global warming ? Siamo sicuri che questo davvero accadrà? Non sarebbe meglio rispettare e curare gli esistenti? Gli alberi malati vanno curati, così come si curano gli esseri umani e gli animali. Quelli pericolanti o a rischio di possibili cadute vanno legati e fissati con tiranti. Bisogna fare di tutto per salvare una pianta. Se proprio è indispensabile utilizzare uno spazio occupato da alberi, questi non vanno abbattuti ma “trasferiti” altrove. Ciò si deve fare e si fa in un Paese civile. Le violenze inferte alla natura si pagano, anche se con il tempo e purtroppo per lo più inconsapevolmente. Gli alberi sono creature sensibili, come molti studi avanzati hanno dimostrato, ma evidentemente vi è ancora molta ignoranza a riguardo. In futuro queste conoscenze saranno diffuse, così come oggi va diffondendosi la consapevolezza che gli animali sono creature sensibili e degne di rispetto. Ma purtroppo sarà troppo tardi, perché gli alberi vecchi, che diventerebbero antichi, non ci saranno più. Di loro resterà soltanto il ricordo. E il rimpianto in chi li aveva amati. Se vogliamo educare i nostri bambini al rispetto dell’ambiente e della natura dobbiamo in primis dare il buon esempio e in un Parco dei Bambini i nostri piccoli dovrebbero imparare, soprattutto attraverso l’esempio, a rispettare la natura a cominciare dagli alberi. I cittadini che amano la natura e l’ambiente, e che li rispettano, sono quelli che un’Amministrazione dovrebbe aver maggiormente a cuore, perché sono coloro che maggiormente tutelano e preservano le bellezze del nostro patrimonio naturale e urbano. Cordiali saluti, Maria Luisa Tornotti

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Commenti (1)

  • La signora Maria Luisa Tornotti dice che "Gli alberi malati vanno curati, così come si curano gli esseri umani e gli animali. Quelli pericolanti o a rischio di possibili cadute vanno legati e fissati con tiranti. Bisogna fare di tutto per salvare una pianta. Se proprio è indispensabile utilizzare uno spazio occupato da alberi, questi non vanno abbattuti ma “trasferiti” altrove. Ciò si deve fare e si fa in un Paese civile". Io, socio fondatore di Pro Natura Novara, ecologo ma non ecologista, la penso esattamente all'opposto. Dobbiamo fare di tutto per salvare le vite umane e curare le persone che sono più importanti di qualunque animale o pianta, a partire dai bambini di cui ci si sbarazza mediante l'aborto, domani coi vecchi, anzi si eliminano già alla chetichella. Un umano deve aspettare due anni a Novara per essere operato di cateratta. Gli alberi svolgono una funzione ecologica nel loro insieme, non è importante il singolo esemplare. Se curare un esemplare (a meno che sia una specie rara) mi costa dieci volte di più che fare una nuova piantagione, il buon senso (quello delle persone normali, non quello degli ecologisti e ambientalisti) dice che è meglio provvedere ad un nuovo impianto. La cittadinanza è stata adeguatamente informata a suo tempo, ma i presenti alla conferenza stampa indetta dall'Ufficio del Verde Pubblico di Novara erano veramente pochi. Tra l'altro dobbiamo dare atto che l'attuale Amministrazione Comunale è intervenuta con uno stanziamento di 600.000 euro, laddove la precedente non aveva stanziato neppure un centesimo, ma bisogna dare atto anche della professionalità dei dirigenti comunali, il dottor Francesco Bosco e collaboratori, con cui la nostra Associazione collabora, esponendo anche quegli elementi di criticità nella gestione del patrimonio costituito dal verde urbano, la cui gestione - conveniamo che è affatto semplice. Ultimo intervento riguarda gli alberi di corso Risorgimento a Vignale, dove ho abitato da ragazzo. Avevano sollevato il marciapiedi e causato danni alle condutture sotterranee: sono state abbattute, ma nell'impegno di spesa e nel contratto con la ditta appaltatrice è compresa la posa a dimora di altri alberi nel quartiere in numero superiore di quelli abbattuti. Chi ricorda che cosa era Vignale cinquanta e più anni fa, può constatare che il verde pubblico è aumentato significativamente. Cordiali saluti. Don Ezio Fonio

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