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Alla Fondazione Calderara in mostra "Origini. Gli orizzonti nell'idea di luce di Silvio Wolf"

Via Bardelli, 9 · Ameno

La Fondazione Antonio e Carmela Calderara propone per la stagione 2016 la mostra "ORIGINI. Gli Orizzonti nell'Idea di Luce di Silvio Wolf", a cura di Cristina Casero. Negli spazi della fondazione saranno esposte dieci opere della serie Orizzonti, in un confronto "a distanza" con le opere astratte di Antonio Calderara incentrate sul tema dell'orizzonte, nelle quali la luce gioca un ruolo essenziale per la definizione di una realtà "noumenica", oltre la contingenza del fenomeno.

"Mi sono spesso domandato cosa significhi il termine astratto in fotografia, là dove i suoi statuti mantengono un profondo e inscindibile cordone ombelicale con il Reale", dice Silvio Wolf. "A mio avviso esso indica l'astrazione dal fiume del tempo: un frammento temporale immoto e sospeso, un infinito, assoluto presente. Ciò non di meno il mezzo fotografico è in grado di indicare una visione astratta del Reale alludendo a interpretazioni non retiniche del visibile, forme sovra-sensibili, immagini mentali che nel Reale si riconoscono simbolicamente".

Gli Orizzonti di Wolf costituiscono uno dei più interessanti esiti della ricerca che l'autore ha condotto sulla pratica fotografica e sulla luce, sulle sue potenzialità linguistiche e sul suo valore simbolico. Colorate scritture di luce, gli Orizzonti nascono durante il processo di caricamento del rullino nella macchina, prima della realizzazione consapevole del primo scatto, quindi prima della coscienza e della volontà dell'autore. Il risultato sono pure immagini della luce, pre-fotografiche, estremamente oggettive pur presentandosi come astratte e, paradossalmente, all'apparenza anche pittoriche. Sono opere in cui il colore, in dialettico contrasto con il bianco e il nero, prende vita in forme libere, che trovano il loro senso ultimo negli occhi di chi le guarda.

L'inaugurazione della mostra (sabato 9 ore 17) è anche l'occasione per la presentazione del catalogo, un volume edito da Postmedia Books, nel quale la riflessione critica sulle opere esposte è accompagnata da un'indagine su tutta la produzione dell'artista legata alla luce.

L'esposizione occupa le sale delle mostre temporanee, affacciate sullo spazio verde della secentesca sede della Fondazione Calderara a Vacciago sul lago d'Orta, dove è custodita ed esposta la collezione di respiro internazionale che l'artista ha costituito nel corso della sua vita.

La Collezione Calderara, allestita dal pittore Antonio Calderara (Abbiategrasso 1903- Vacciago 1978) nella sua secentesca casa-studio di Vacciago, si compone di 327 opere di pittura e scultura contemporanee, delle quali 56 sono di Calderara stesso e 271 di diversi artisti europei, americani, giapponesi e cinesi accomunati al maestro da rapporti di amicizia e di stima o da affinità di ricerca, tra cui Lucio Fontana, Piero Manzoni, Victor Vasarely, Kengjiro Azuma, Grazia Varisco, Dadamaino, Osvaldo Licini e Arnaldo Pomodoro. La Collezione offre pertanto un'ampia documentazione delle avanguardie internazionali degli anni Cinquanta e Sessanta, con particolare attenzione all'astrattismo geometrico, all'arte cinetica, alla op art e alla poesia visiva. Sono rappresentati anche alcuni aspetti delle avanguardie storiche. L'arte di Calderaia è illustrata con un gruppo di opere fra le migliori del periodo figurativo e con una selezione esemplare della successiva fase astratto-concreta.

 

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