A lezione di riso

Il cereale novarese in cattedra a Roma incuriosisce 300 studenti. Coldiretti ne spiega le qualità organolettiche uniche e l'ambiente geografico e climatico dove è prodotto

foto di Alessandro Vecchi_Riso_maturo

Perché il mangiar sano è non solo un piacere, ma anche un dovere verso i più piccoli. E passa, prima di tutto dalla consapevolezza. Coldiretti ha voluto raccontare agli studenti uno dei cereali per eccellenza. Il riso novarese sale in cattedra a Roma e conquista l’attenzione e la curiosità anche dei più giovani allievi. Docente d’eccezione, Fabrizio Rizzotti, risicoltore, ospite ieri dell’Istituto Comprensivo ’Francesco Saverio Nitti’, scuola materna ed elementare ‘Ferrante Aporti’ dove ha tenuto tre lezioni davanti a una platea complessiva di ben 300 studenti. “Una bella esperienza, impreziosita dall’interesse degli alunni – racconta Rizzotti – stimolati nel porre domande, anche interessanti. Rispetto al riso, a come si cucina, all’ambiente di quello che, anche nel video mostrato, hanno riconosciuto come un “mare a quadretti” che suscita emozioni uniche”.

Una lezione davvero utile, anche perché – pur con un linguaggio adeguato alla giovane età degli uditori – Rizzotti è riuscito a scendere nei particolari, partendo dalla spiegazione della differenza tra riso e risone e dei procedimenti di trasformazione che il cereale affronta nel passare dalla risaia alla cucina. “Dialogare con il mondo della scuola è di importanza primaria per Coldiretti” spiega il direttore della federazione interprovinciale Gian Carlo Ramella, nel precisare che “proprio in queste settimane stanno prendendo il via importanti forme di collaborazione anche a livello territoriale: è cosa fatta il protocollo d’intesa siglato con l’istituto agrario ‘Bonfantini’ e altri ne verranno chiusi già nei prossimi giorni con importanti istituzioni scolastiche che operano nel settore della ristorazione e dell’accoglienza”.

Ai giovani allievi sono state illustrate le differenti tipologie di risone e riso, declinate ovviamente alle corrispondenti modalità di cottura: dal riso per minestre a quello per contorni e risotti, gli studenti hanno potuto comprendere la grande ricchezza di tipologie che il mondo del riso sa offrire.

Ancora, Rizzotti si è soffermato sull’italianità del risotto e del riso stesso con cui è prodotto, descrivendone le qualità organolettiche uniche e parlando approfonditamente dell’ambiente geografico e climatico ove esso è prodotto: un sistema ben congegnato che vede proprio il Novarese al centro della pianura irrigua vocata da lunghi secoli alla pratica della risicoltura.

Non sono mancati, ovviamente, gli esempi ‘dal vivo’, grazie alle piantine di riso e alle campionature di cereale che Fabrizio Rizzotti ha portato con sé a Roma per mostrarle agli alunni nel corso della lezione. “Se anche uno solo dei giovani allievi romani che abbiamo incontrato – conclude Rizzotti – vorrà approfondire la conoscenza del mondo dell’agricoltura e delle sue produzioni sarà per me e per noi un grande successo. Ma è altrettanto importante aver posto un sano seme di interesse in quelli che saranno, in ogni caso, gli attenti consumatori di domani”.

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