Il mini idroelettrico in Italia: l’esempio di Cerano

Il settore del mini idroelettrico in Italia: quali sviluppi dopo l'esperienza di Cerano?

Può una piccola cascata produrre energia elettrica, e soprattutto energia elettrica completamente pulita? Sembrerebbe proprio di si. Lo si è sperimentato a Cerano.  L’azienda Frendy Energy ha inaugurato, lo scorso anno, il primo impianto al mondo in grado di sfruttare un salto di acqua di appena due metri. Con risultati pienamente soddisfacenti: con una potenza costante di 160kW, si può produrre annualmente oltre 1 GWh. La centrale di Cerano è stata la prima al mondo a utilizzare piccole turbine a pale fisse, con la regolazione del flusso solo tramite la loro rotazione, dotate di inverter di ultima generazione, che permettono di cedere alla rete la corrente elettrica prodotta. Parliamo del mini idroelettrico, energia cioè prodotta da piccoli impianti, che sta prendendo piede anche nel nostro Paese. Grazie all’esperienza di Cerano infatti si è aperto uno scenario molto promettente per il nostro Paese, dando una forte spinta allo sviluppo del mini idroelettrico.

Negli ultimi dieci anni, infatti, gli impianti di piccola taglia in Italia sono passati dal 21 al 27% del totale della potenza installata, come è stato illustrato nel convegno Rinnovabili 2.0: l’idroelettrico verso il 2015, una scommessa per il futuro del territorio che si è svolta a Milano lo scorso dicembre.

Per un paese come l’Italia che ha il 70% del territorio costituito da montagne, l’energia idroelettrica è sempre stata una risorsa fondamentale. Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente “Comuni rinnovabili”, ben 1.021 municipi in Italia sono dotati di un impianto idroelettrico di taglia inferiore ai 3 MW per una potenza totale di 1.123 MW (nel 2006 si arrivava appena a 17,5 MW). Energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre un milione e 700mila famiglie.

Ma il mini idroelettrico porta ha anche altri vantaggi: come per la frutta anche per le fonti rinnovabili si può utilizzare il concetto di km 0. Così sfruttando salti di acqua minimi, un piccolo impianto idroelettrico può arrivare a fornire energia elettrica a chi abita nei dintorni. Ed è quello che è stato fatto a Cerano

In Italia si conta ci siano più di 10 000 mila piccoli salti d’acqua da sfruttare localizzate in modo particolare nel nord. Un patrimonio di grande valore che è in grado di sviluppare una energia tra i 50 kWh e i 300 kWh. Tutto ciò renderebbe il nostro Paese all’avanguardia in questo importantissimo settore.

Senza dimenticare che, secondo i dati Gse (Gestore Servizi Energetici), pubblicati nel febbraio scorso, nel 2012 la produzione lorda idroelettrica in Italia è stata di 41.940 GWh, pari al 45% di tutte le rinnovabili. Un settore, quello dell’idroelettrico che, anche se in piena maturità, ha trovato nuova linfa e nuovi sbocchi in questa particolare nicchia che è il mini idroelettrico.

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