Teatro, 480mila euro dalla Fondazione Cariplo per il Coccia di Novara

Lo stanziamento nell'ambito del bando Beni Aperti. La cifra sarà usata per incrementare e ottimizzare le attività legate all'Accademia dei mestieri d'opera partita a settembre 2019

Foto di repertorio

Dalla Fondazione Cariplo arrivano 480mila euro per la Fondazione Teatro Coccia. Il teatro novarese partecipando al bando Cariplo Beni Aperti 2019 si aggiudica questa importante cifra che verrà utilizzata per incrementare e ottimizzare le attività legate all’Accademia dei mestieri d’opera Amo partita a settembre 2019.

Il progetto "Amo, Il Teatro è Opportunità", meritevole dell’assegnazione dei contributi del bando, si fonda sul principio per cui sia necessario passare da strategie indirizzate a promuovere l’evoluzione interna del settore dei beni culturali a strategie in cui la valorizzazione delle risorse culturali attivi processi integrati di sviluppo dell’intero sistema locale: occorre pertanto dotarsi di una chiave di lettura plurisettoriale e multidisciplinare partendo dall’asserzione che il patrimonio culturale assume una valenza strategica nel momento in cui i valori che genera diventino elementi d’identità del territorio e nel contempo vengano valorizzati e tutelati attivamente attraverso l’implementazione di specifiche attività culturali ed educative.

Così l’Accademia dei mestieri d’opera, attualmente sospesa come tutte le attività di istruzione, ma che ha al suo attivo corsi per cantanti lirici, direttori d’orchestra, compositori, registi, truccatori e parrucchieri, è una delle specificità del Teatro Coccia, tra le rarissime sul territorio nazionale e su questa la direzione del teatro vuole investire per il futuro.

Il progetto si muove su due binari: da una parte azioni che riguardano la struttura teatrale in un’ottica di valorizzazione di spazi inutilizzati, dall’altro l’insediamento e la start up nei locali restaurati dell’Accademia di mestieri dell’opera Amo, un’attività che consentirà di generare servizi e lavoro con impatti significativi sul territorio, coinvolgendo diversi enti a livello locale, nazionale e internazionale grazie alla fitta rete di partnership e collaborazioni attivate dal teatro.

La sovvenzione di Fondazione Cariplo sarà utile per valorizzare cinque locali non utilizzati del Teatro Coccia e le relative pertinenze attraverso un restauro funzionale. Gli spazi ristrutturati saranno utilizzati per le lezioni e i corsi delle nuove edizioni dell’Accademia dei mestieri dell’opera Amo che potranno così aumentare il numero degli iscritti e anche delle discipline insegnate, arrivando fino a dieci corsi attivi in contemporanea. Questo per portare a compimento l’obiettivo primario di Amo: colmare il divario tra formazione e lavoro, integrando ai periodi di lezioni teoriche anche attività di work experience durante le produzioni operistiche e musicali. Si consoliderà così la rete delle partnership nazionali e internazionali permettendo agli allievi Amo di sperimentare e lavorare fin da subito nel proprio settore e il coinvolgimento ancora più attivo delle realtà del territorio, tra queste Filos Formazione, Acme, Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, Conservatorio Cantelli, Scuola del Teatro Musicale, Accademia Langhi, Istituto Musicale Brera, Liceo Casorati, Confartigianato e molti altri che potranno arricchire ancor più l’elenco degli interlocutori e collaboratori.

"La Fondazione Cariplo rappresenta ora più che mai, un’istituzione di riferimento che identifica la cultura quale promotrice dello sviluppo sociale ed economico del nostro territorio - ha comentato il direttore del Teatro Coccia Corinne Baroni - la soddisfazione dunque è ancora più grande quanto la responsabilità e l’impegno affinché l’Amo Accademia dei mestieri dell’opera si rafforzi e diventi un riferimento internazionale per riaffermare l’importanza della tradizione come opportunità di crescita. Solo partendo dalla profonda conoscenza della nostra tradizione possiamo pensare all’innovazione. Amo quindi come motore d’innovazione attraverso la conoscenza e l’organizzazione sistematica di un patrimonio inestimabile che si identifica nella 'bottega artigiana' del Teatro d’opera".

"Guardo all’assegnazione di questo contributo - ha aggiunto il presidente della Fondazione Teatro Coccia Fabio Ravanelli - come a un segnale pieno di speranza in questo periodo. L’idea che in un momento di difficoltà sia riposta tanta attenzione alla cultura, e alla promozione dello sviluppo sociale ed economico di un territorio attraverso di essa, mi pare un ottimo spunto per il futuro. Per questo mi unisco alla soddisfazione che la Fondazione Teatro Coccia faccia parte delle 14 realtà culturali alle quali è stato assegnato un contributo, perché riconosciuta la bontà di un progetto che non vedo l’ora possa realizzarsi. Investire sulla cultura non è fatto scontato, ma sono certo sia uno dei settori su cui dovrà fondarsi la nostra vita dopo l’emergenza".

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Compatibilmente con il periodo di emergenza sanitaria che sta attraversando il Paese, si ipotizza che i lavori possano iniziare già entro l’estate 2020, e la speranza è che l’inizio della seconda edizione di Amo sia ottobre 2020.

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