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Mercoledì, 10 Agosto 2022
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Aborto, nel novarese oltre l'85% dei ginecologi è obiettore di coscienza

L'indagine, fatta eseguire dal consigliere regionale Rossi, fotografa la situazione: al Maggiore gli obiettori sono l'80%, a Borgomanero più del 90%

Oltre l'80% dei ginecologi dell'ospedale Maggiore di Novara è obiettore di coscienza, mentre al Santissima Trinità di Borgomanero la percentuale sale al 90,91%.

L'indagine, fatta svolgere dal vice presidente della commissione regionale sanità Domenico Rossi, fotografa una situazione preoccupante nel novarese. Secondo i dati riportati nell'indagine all'ospedale Maggiore di Novara, su 21 medici ospedalieri, ben 17 sono obiettori; a Borgomanero addirittura 10 su 11. "La piena applicazione della norma, datata 1978, da sempre deve far fronte al fenomeno degli obiettori coscienza che in alcuni contesti limitano nei fatti il diritto delle donne - dice Rossi -. Ciò che sta succedendo negli USA sul diritto all’aborto ci riguarda. I diritti non sono mai acquisiti per sempre ed è in corso una battaglia ideologica sul corpo delle donne. É la libertà di queste ultime che spaventa e preoccupa i conservatori in Italia e nel mondo. Non c’è contrapposizione tra aborto legale e difesa della vita, come alcuni movimenti vogliono far credere, anche perché vietare l’aborto significa solo impedire quello legale aprendo a pratiche illegali pericolose che fanno tornare la comunità indietro di 50 anni". 

"La Regione deve intervenire sulle aziende affinché ovunque sia garantito il diritto alla salute e alla libera scelta delle donne - conclude Rossi -. Non ci si può occupare di 194 solo per sostenere le associazioni pro-vita, ma anche i cittadini e le cittadine devono dare la loro parte tornando a far sentire forte la propria voce". 

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