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Coronavirus, accordo tra Regione e medici di famiglia per convincere chi ancora non lo ha fatto a vaccinarsi

Previsti incentivi economici per i medici di base che hanno più assistiti vaccinati. Secondo la Regione, sono oltre 900mila i piemontesi con più di 16 anni che non hanno ancora espresso la volontà di aderire alla campagna vaccinale

Foto di repertorio

Medici di base e Regione ancora al lavoro insieme per convincere chi ancora non lo ha fatto a vaccinarsi. Un accordo integrativo per incentivare l’adesione della popolazione piemontese alla campagna di vaccinazione contro il covid è stato infatti siglato ieri, mercoledì 7 luglio, tra la Sanità regionale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale del Piemonte.

In particolare, dalla Regione fanno sapere che "ai medici di medicina generale i cui assistiti over 60, entro il 15 settembre 2021, risulteranno vaccinati nella misura uguale o superiore al 90% verrà riconosciuto un compenso aggiuntivo di 2 euro calcolato sulla quota capitaria annua dei loro assistiti. Se la copertura vaccinale complessiva dei loro assistiti over 60 risulterà compresa tra l’87 e l’89,99%, la remunerazione scenderà a 1,50 euro, sempre sulla quota capitaria annua complessiva. Qualora, inoltre, la copertura vaccinale complessiva raggiunta dagli assistiti con età superiore a 16 anni in carico al medico di medicina generale, al 31 ottobre 2021, sia superiore al target del 75%, al compenso aggiuntivo verrà applicata una integrazione di 0,50 euro".

"La numerosità, la diffusione capillare sul territorio e il rapporto di fiducia con il proprio assistito - ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi - sono caratteristiche che rendono il medico di medicina generale capace di favorire la più ampia partecipazione della popolazione al programma vaccinale. Fondamentale è sensibilizzare e informare i cittadini per incrementare il livello di adesione alla campagna vaccinale, soprattutto nei confronti dei soggetti 'scettici' e 'non responder', verso i quali il medico di famiglia può svolgere un’attività di counseling di notevole efficacia, fornendo loro gli opportuni ragguagli sull’importanza della somministrazione del vaccino, sulla sua sicurezza e sulle controindicazioni temporanee alla somministrazione. Ringrazio i medici di medicina generale per aver accolto questa ulteriore richiesta, aiutandoci a raggiungere il più presto possibile l’obiettivo dell’immunità di gregge".

Alla data del 6 luglio 2021, come comunicato dalla Regione, i piemontesi con età superiore ai 16 anni che non hanno ancora espresso la volontà di aderire alla campagna vaccinale anti covid sono 976 mila. Secondo l’indagine del Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola superiore Sant’Anna e dell’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas) sulla propensione della popolazione italiana ad aderire alla campagna vaccinale, il 64,5% della popolazione piemontese intervistata pensa che i rischi legati alla malattia da Covid-19 siano maggiori dei possibili effetti collaterali del vaccino, mentre il 15% non è d’accordo con questa affermazione e coloro i quali non sono né in accordo né in disaccordo sono pari al 20,5%.

La popolazione italiana intervistata dichiara che vorrebbe maggiori informazioni sulla tematica Covid-19 in prima battuta dalle istituzioni sanitarie (54,6%), quindi dai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta (45,5%) e dai medici specialisti (34,5%), con riferimento in particolare al funzionamento dei vaccini anti covid ed eventuali effetti collaterali della vaccinazione. Gli indecisi sulla vaccinazione anti covid sono circa il 20% degli intervistati, mentre i contrari alla vaccinazione sono il 12%. Gli intervistati dichiarano di essere più incentivati a vaccinarsi in presenza di informazioni corrette più che per il timore di limitazioni.

"Dimostriamo ancora una volta con senso di responsabilità che la Medicina generale è in prima linea per rispondere al raggiungimento di obiettivi di salute pubblica - dichiarano congiuntamente i rappresentanti di Fimmg (Roberto Venesia), Snami (Mauro Grosso Ciponte), Smi (Antonio Barillà) - con questo accordo confermiamo la prosecuzione del nostro impegno a vaccinare la popolazione piemontese, in particolare a completare l’immunizzazione degli over 60 e a raggiungere al più presto l’immunità di gregge. Forti del nostro rapporto fiduciario con i cittadini nostri assistiti e avendo a disposizione con regolarità le forniture necessarie, siamo pronti ad offrire il nostro contributo affinchè tutti i cittadini comprendano la necessità di vaccinarsi per porre fine alla pandemia".


 

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