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Sabato, 13 Agosto 2022
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Novara, l'allarme dell'Ordine: "Troppi medici meditano di lasciare gli ospedali"

Lo rivela un'indagine statistica effettuata dalla Cimo. D'Andrea: "L'analisi conferma quello che emerge anche nella nostra provincia"

Troppi medici pensano di lasciare gli ospedali. E' questo l'allarme lanciato dall'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Novara, che in una nota stampa analizzano i dati di un'indagine statistica.

"Quella che era una netta sensazione, ovvero il forte disagio vissuto dai medici in ospedale (ma anche sul territorio) - si legge nel comunicato dell'Ordine - ora è avvalorata anche da un’ampia indagine statistica effettuata dalla Cimo (l’organizzazione dei medici ospedalieri). Stanchi, demoralizzati, rassegnati, abbandonati: è questo l’identikit che emerge".

"L’analisi conferma quello che emerge anche nella nostra provincia - ha commentato il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Novara, il dott. Federico D’Andrea - Sempre più spesso raccogliamo il disagio dei colleghi che, letteralmente, non ne possono più e che se solo potessero lascerebbero le strutture pubbliche. E lo stesso ragionamento vale per i medici di famiglia, tant’è che in più di un comune del novarese viene lamentata l’assenza del medico di base. Purtroppo è un fenomeno destinato ad accentuarsi nel tempo".

Dall’indagine nazionale emerge infatti che la maggior parte dei medici (il 72%) sceglierebbe di nuovo la stessa professione, ma solo il 28% (l’11,4% in Veneto) continuerebbe a lavorare in una struttura pubblica. Gli altri preferirebbero trasferirsi all’estero (il 26%), anticipare il pensionamento (il 19%), lavorare in una struttura privata (il 14%) o dedicarsi alla libera professione (il 13%). Le motivazioni? I carichi di lavoro eccessivi; la smisurata mole di burocrazia e di compiti di natura amministrativa; la scarsa considerazione del ruolo sociale; una retribuzione non commisurata alle responsabilità, cui si è sommato lo stress dovuto al covid.

"Crediamo - aggiunge D’Andrea - che vada ripensata la stessa organizzazione del Sistema sanitario nazionale, senza dubbio un’eccellenza a livello mondiale ma che da tempo mostra più di una crepa. Il rischio è che si arrivi a un esodo biblico dagli ospedali e all’assenza di medici sul territorio, mettendo così a repentaglio la salute dei cittadini".

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