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Domenica, 3 Luglio 2022
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Guerra in Ucraina, sono oltre 1.200 i profughi attualmente ospitati nel novarese

Proprio la provincia di Novara accoglie al momento la quota principale dei 5.414 rifugiati ucraini arrivati nella nostra regione. Nel Vco sono ospitate 975 persone. I dati forniti dalla Regione

Sono 5.414 i profughi ucraini accolti attualmente in Piemonte: fotografia di una situazione dinamica che vede affiancarsi al flusso di persone in arrivo sul territorio regionale quelle che, dopo un momento di prima accoglienza, proseguono dal Piemonte verso altre destinazioni.

Secondo i dati forniti dalla Regione, dei 5.414 rifugiati, 4.508 sono ospitati presso la rete di accoglienza spontanea familiare o di conoscenti o delle realtà sociali del territorio, 493 nelle strutture individuate dalla Protezione civile regionale, 413 nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e attraverso il Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) sotto il coordinamento delle Prefetture.

A livello territoriale, ad oggi, la quota principale di rifugiati risulta essere in provincia di Novara, dove è insediata la percentuale più alta della comunità ucraina residente già da tempo in Piemonte. In particolare, nel novarese risultano attualmente ospitate 1.281 persone. Nel Vco, invece, le persone attualmente presenti risultano 975.

La mappa dell’accoglienza è stato uno dei temi di ieri, mercoledì 30 marzo, nella riunione del Coordinamento regionale per l’emergenza profughi dove è stato fatto anche il punto sulle famiglie piemontesi che hanno manifestato attraverso i canali della Regione Piemonte la disponibilità ad ospitare i profughi ucraini, sono 4.617 in totale (a livello territoriale 3.084 sono nel torinese, mentre 154 nel novarese e 112 nel Vco). Sul fronte sanitario, invece, sono stati registrati 2.929 tamponi Ccovid e sono 814 i rifugiati ucraini che hanno ricevuto il vaccino.

Un contributo ai rifugiati ospitati in accoglienza diffusa

Il Piemonte ha recepito l’ordinanza firmata ieri dal capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, che stabilisce un contributo di sostentamento ai rifugiati ospitati in accoglienza diffusa presso famiglie, amici e conoscenti pari a 300 euro mensili pro capite e un contributo addizionale mensile di 150 euro per ciascun figlio minorenne per la durata massima di tre mesi dall’arrivo in Italia.

Call center in lingua ucraina

Sono oltre 250 (con un picco di 103 nella sola giornata di lunedì 28 marzo) le chiamate al call center regionale 011.4326700, al quale otto operatori di madrelingua ucraina rispondono dalle 8 alle 20 (dal lunedì al sabato) alle richieste di informazioni e approfondimenti da parte dei profughi e delle famiglie che li accolgono. Il servizio è realizzato grazie alla collaborazione tra Protezione civile, Consolato onorario di Ucraina a Torino e la Onlus Danish Refugee Council Italia.

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