Città della Salute, al via il bando di gara per la costruzione del nuovo ospedale

Martedì pomeriggio la presentazione ufficiale nell'aula magna del Maggiore. Minola: "Arriviamo al traguardo dopo vent'anni di lavoro, in cui sono passati 5 presidenti della Regione, tre sindaci, quattro rettori"

All'incontro erano presenti, oltre a Minola, il sindaco Canelli, l'assessore regionale alla Sanità Icardi e il rettore dell'Upo Avanzi

Via ufficiale al bando di gara per la costruzione della Città della salute e della scienza di Novara. La notizia è stata comunicata nell'incontro di ieri, martedì 16 giugno, nell'aula magna dell'ospedale Maggiore: presenti, oltre al direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria Mario Minola, il sindaco di Novara Alessandro Canelli, l'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi e il rettore dell'Università del Piemonte Orientale Giancarlo Avanzi.

"Arriviamo al traguardo dopo vent’anni di lavoro - ha commentato Minola - in cui sono passati cinque presidenti della Regione, tre sindaci, quattro rettori: tutto questo per dare l’idea di cosa significa la giornata di oggi, in cui diamo l’avvio alle procedure per la costruzione del nuovo ospedale. Veniamo da un periodo difficile caratterizzato dalla grave epidemia e debbo ringraziare tutti i miei collaboratori nessuno dei quali si è tirato indietro. E veniamo dopo un 2019 estremamente positivo: abbiamo chiuso il bilancio con 1,8 milioni di attivo, che utilizzeremo per l’acquisto di nuove attrezzature".

Città della Salute, il nuovo ospedale potrebbe essere pronto nel 2026: ecco come sarà

Il nuovo ospedale, caratterizzato dalla massima integrazione con l’Università del Piemonte Orientale per quel che riguarda assistenza, didattica e ricerca, avrà gli stessi posti letto di oggi (711). Ci saranno quattro padiglioni a forma di "L", uniti fra di loro da un corridoio, che ospiteranno l'ospedale vero e proprio: sorgeranno poi un grande edificio con pianta rettangolare, dove sarà posizionata l'Università, un edificio per la cura della mamma e del bambino, con forma ellittica, un edificio per le attività di alta tecnologia e un padiglione con le aree direzionali e di insegnamento.

"Questa è una giornata epica - ha sottolineato il rettore dell'Upo Avanzi -. Ci abbiamo creduto e siamo arrivati alla fine. L’università ha contribuito in maniera determinante, non solo fornendo know-how in questa fase ma anche intervenendo economicamente: abbiamo accantonato 20 milioni e altrettanto faremo prossimamente. Occorre però prevedere ulteriori passi: penso alla costituzione di un organismo strategico paritetico tra ateneo, ospedale e Regione, che guardi al futuro".

Il nuovo ospedale, che avrà un'ampia zona dedicata al giardino, avrà anche due ingressi, uno in viale Piazza D'Armi e l'altro dalla tangenziale. I parcheggi saranno 1600 per il personale, 1400 per i visitatori e 120 dedicati a pronto soccorso e obitorio.

"La Città della Salute avrà un importante impatto sulla città - ha spiegato il sindaco Canelli - con la creazione di una 'catena del valore' straordinaria, sia sotto l’aspetto sanitario che sociale, sia economico che scientifico e urbanistico. Una catena che rischia di interrompersi se saremo in difficoltà sul suo primo anello, quello della legalità: sarà necessario mettere in atto particolari strumenti di
controllo (penso ai subappalti, per esempio), strumenti che saranno utili anche per tutti gli altri interventi che caratterizzeranno il futuro di Novara, dalla riqualificazione di Sant’Agabio agli insediamenti logistici".

E sulla questione del futuro dell’attuale sede ospedaliera Canelli ha aggiunto: "E’ un nodo strategico per la sua posizione centrale. Abbiamo pensato a uno strumento partecipativo, una sorta di assemblea con tutti gli interessati, associazioni comprese, che dovrà dare linee-guida e mettere dei paletti. Lanceremo un concorso di idee internazionale e poi partiranno gli interventi urbanistici. Ma con due punti fermi: l’interesse pubblico e la massima valorizzazione dell’area".

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"Oggi c’è un clima ben diverso rispetto allo scorso settembre - ha commentato infine l'assessore regionale Icardi - quando tenemmo proprio nell’aula magna del Maggiore la Giunta regionale. C’erano polemiche intorno alla scelta del partenariato pubblico privato, ma ce l’abbiamo fatta, grazie a un grane lavoro di squadra e la collaborazione della minoranza in consiglio regionale. Proprio il lavoro di squadra è la garanzia che i problemi che incontreremo, e credo proprio che qualche intoppo ci sarà, potremo superarli e dare un grande futuro al territorio. Dovendo firmare una legge regionale che garantisse la copertura del canone, siamo entrati nel dettaglio del progetto e dopo un’analisi approfondita con Cassa depositi e prestiti siamo riusciti a riformulare il numero di rate, risparmiando circa 100 milioni. Avevamo anche pensato di ricondurre alla normativa attuale la previsione di spazi per posti-letto: il progetto prevedeva 200 mq per posto-letto, l’ultima normativa ne considerava al massimo 125. E’ stata l’epidemia a farci riconsiderare l’idea, visto che siamo stati alla disperata ricerca di spazi: ora siamo convinti che 200 mq siano il minimo indispensabile per poter essere in grado di affrontare altre emergenze simili in serenità".
 

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